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30 Ago
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Intervista all'autore - Melania Di Gennaro

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è entrare in contatto con me stessa, con le mie paure, con le mie gioie, con i miei dolori. Scrivere è curare le ferite, colmare le mancanze. Le emozioni che provo quando scrivo sono molteplici... dipende da ciò che scrivo... la scrittura può portarmi il sorriso come il pianto.
Nella quotidianità, nei rapporti sociali sento sempre di dover indossare un'armatura,ma quando scrivo posso toglierla, quando scrivo ritrovo la mia naturale essenza.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo libro sono descritte sensazioni ed emozioni della mia vita reale, gli eventi descritti partono dalla mia vita reale, da situazioni che ho vissuto realmente, ma se la stazione di partenza è la vita reale quella di arrivo è 
empre una stazione di fantasia. Vita reale e invenzione si fondono armonicamente come una coppia che danza una baciata.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera ha significato CURARE le mie ferite. Scavare nel mio dolore, estrapolare il male e abbracciarlo affinché diventasse bene.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo non è stata del tutto semplice, cercavo un titolo che colpisse, che destasse curiosità, che attirasse senza essere banale. Cercavo un titolo che permettesse di vedere la profondità del contenuto. Ero indecisa tra due alternative.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Se devo immaginarmi su un'isola deserta vorrei essere in compagnia di Charles 
Boudelaire a cercare "corrispondenze" e approfondire lo Spleen.
 
6. Ebook o cartaceo?
Ho iniziato a scrivere diari da quando avevo 9 anni, ho trascorso le mie ore migliori nelle biblioteche, i libri quando li tocchi ti possono trasmettere tutta l'energia che racchiudono e il loro profumo è meglio dell'essenza piu'costosa delle profumerie... per me il libro ha una vita propria e con lui si può interagire.
Quindi se dovessi scegliere tra ebook e cartaceo, scelgo mille volte il cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho iniziato a scrivere i diari, i miei diari custodivano i miei dolori,il mio diario era come il mio miglior amico. M fondamentalmente forse non ho mai pensato di scrivere come lavoro....
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro l'ho scritto nell'anno più doloroso della mia vita,nel momento in cui il mio sogno veniva infranto, e mentre tutti i frammenti mi cadevano addosso come coriandoli taglienti, mentre la mia anima si lacerata, io scrivevo... scrivevo il mio dolore... scrivevo i miei ricordi, scrivevo gli attimi felici del prima e l'amarezza del dopo. Ho iniziato a scrivere mentre il mio matrimonio andava in frantumi.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro è un'emozione intensa forte profonda... come i nove mesi di gravidanza seguiti dal parto...
 
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia sorella è stata la prima persona a cui ho fatto leggere il libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro, cosa ne penso... credo che non è più leggere... ognuno ha i propri tempi di lettura, le proprie pause che servono all'immaginazione... io resto per il libro cartaceo tradizionale, magari l'audiolibro va bene per imparare le lingue... ma non per sognare...

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