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27 Lug
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Intervista all'autore - Veronica Moneta

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è liberatorio. Un modo in cui posso esprimere i miei pensieri le mie emozioni e riflessioni. Trovo sia un canale in cui manifesto quello che ho dentro e mi dà serenità.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il libro racconta di una mia coetanea con situazione famigliare e personale diversa, ma che affronta come TUTTI ciò che è successo con la pandemia ecc.. Personalmente ha dovuto in qualche modo guardarsi dentro e di MIO e della mia vita ci sono le sue reazioni e poi le sue riflessioni, come nei capitoli 1984 in riferimento a Orwell o il capitolo dei MOSTRI dove vi è interazione con il proprio bambino interiore e come ci si può liberare da qualcosa solo lavorando su noi stessi, trovare come narro nel capitolo INFINITO un equilibrio tra il qui e ora e la nostra essenza più profonda. Diciamo che le conclusioni di Rosa sono condivisibili perché simili al mio pensiero.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Innanzitutto mettere come si dice "nero su bianco" ciò a cui sono arrivata nel mio percorso personale spirituale e intuitivo.
E poi la condivisione di qualcosa uguale per tutti: citando persona anziana rimasta da sola, futura mamma in ansia per ciò che succede, giovane in DAD o persona che ancora per la sua diversità discriminata, donne per quanto libere emancipate per la sola bellezza ma mai per contenuti vedi le Pink chat, vedi poi chi ha perso il lavoro o peggio un famigliare.
Alla fine tutti uguali chiusi, tutti con età emozioni diverse ma tutti CON UN PESO AL CUORE E UN SOLO significato: RINASCERE. La speranza e la dignità sono le uniche cose che non fanno perdere la ragione.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Semplice. Perché ho pensato alla cosa che mi è mancata di più, oltre a uscire muovermi fisicamente, l’abbraccio per me ha valore inestimabile. Non giudica, non rosica, non parla a vanvera, l’abbraccio è un momento di tenerezza senza etichetta né pregiudizio. Questo è ciò che mi ha ispirato.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Ho diversi libri a cui sono affezionata, ma se mi dovessi trovare su un’isola deserta vorrei uno scrittore di ricette perché come disse Totò in miseria e nobiltà, al suo compare povero e affamato in un momento di assoluta fame, gli disse SPOSATI IL CUOCO che per sdrammatizzare e sorridere non sarebbe male.
 
6. Ebook o cartaceo?
Io personalmente sono per il cartaceo, esercita un certo fascino avere il libro poter annotare qualcosa, mi è capitato di inserire foto che a distanza di tempo nel sistemare ho ritrovato.
Comprendo anche che viviamo in una società che corre per cui a volte per alcuni è più pratico tra una mail e l’altra leggere su tablet o cell.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ma carriera di scrittore è forte, mi definisco una ragazza che emerge dal gruppo e dice la sua mettendola per iscritto trovando piacere personale nell’esprimersi così e condividendo con gli altri qualcosa che a prima vista non si vede.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Nasce nel momento più statico che io abbia mai vissuto, ovvero obbligati a stare agli arresti domiciliari ma io sono propositiva quindi ho sempre inventiva e mi è venuto spontaneo.
L’aneddoto che vi posso raccontare è che ho iniziato a dipingere, ma sulle pareti di casa e che sono stata invitata a smettere perché stavo prendendo gusto eccessivo in questo e ho iniziato a scrivere poco dopo.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un parto. Vedi nascere qualcosa. Bellissimo.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
In realtà non lo so perché in contemporanea l’ho pubblicizzato a più persone amici parenti ecc. e per ora so che l’hanno acquistato ma non ho ancora feedback a riguardo. Spero di averne presto!
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ci sta. Perché ripeto io sono con un piede nel medioevo e un piede nel salotto degli alieni. Nel senso mi rassicura il passato perché semplicemente l'abitudine e conosciuto come il libro, ma l’audiolibro lo trovo la nuova vera scoperta e il futuro perché come ascoltare la musica provoca emozioni, avere in cuffia un racconto te lo fa immaginare. E nel frattempo che puoi rilassarti o fare altro alla fine ti perdi nel fantasticare e vuoi sapere come va a finire perché hai idealizzato i personaggi ecc.
Quindi promosso.
 
 
 
 
 

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