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15 Lug
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Intervista all'autore - Marco Benassi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere mi rilassa.
Non scrivo da molto, circa 10 anni, prima non ci avevo mai pensato.
Scrivo spesso e meglio in viaggio, treno, aereo, in spostamento.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il libro è parte della mia vita reale.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Lasciare qualcosa di mio agli altri, nel tempo.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è venuta da una scena di un film di Nuti, di cui adesso non ricordo il nome, dove un anziano gli diceva:
“O tu sposti la chiesa, o tu vai in Perù o tu vinci il totocalcio.”
L'ho sentita da mio padre a dieci anni.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Non saprei scegliere, non ho letto così tanto.
Ma se dovessi scegliere, sceglierei Dan Brown con il Codice Da Vinci, lo rileggerei sempre, poi è un mattone che mi può tornare utile su di un’isola deserta.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo tutta la vita, l'odore della carta mi piace, il tatto dei diversi tipi di carta, più o meno porosa, mi piace.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non sono uno scrittore, sono un elettricista a cui piace leggere e scrivere, scrivo canzoni per il mio gruppo, gli "Essiacplus"e ho scritto questo libro.
Adesso sto scrivendo un’altra cosa.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro narra di una storia a me raccontata e poi romanzata per il libro, così semplicemente.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una sensazione bellissima, orgoglio, comunque vada.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia madre e anche se non apprezza il genere, mi disse:
“Sembra Gomorra! meno violento ma ci assomiglia”.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ho sentito pareri contrari e pro, per me è un’ottima soluzione per chi non vede bene o non è così bravo nella lettura, non è facile leggere se non lo si fa con continuità.
 
 
 
 
 

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