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BookSprint Edizioni Blog

12 Lug
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Intervista all'autore - Carmen Previte

 1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è tuffarmi nell'animo delle emozioni. Sognare, volare e vivere profondamente tutto, senza traccia di quotidiano ma solo l'eccezionale senso della vita.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Tanto. Soprattutto la mia spiritualità, il mio credo e la mia empatia con le donne sensibili e sole.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera ha significato cedere alla spiritualità più profonda. Scoprire che si può rinascere nonostante tutto. Avere la consapevolezza che c'è una forza soprannaturale che ti trascina e ti fa vivere. Poiché la vita vuole vivere.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Abbastanza semplice.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
"Wuthering Heights" di Emily Brontë. Le Brontë, comunque. Perché sono stati i primi libri letti da me, perché adoro il loro punto di vista fortemente femminile.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Amo riflettere. Amo dare forma ai miei pensieri letterari.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
La curiosità sempre avuta per la gente di colore; la mia infanzia a Caracas con amichette di colore, il tempo trascorso a Dublino come baby-sitter presso una famiglia nigeriana e i racconti di discriminazione; l'ammirazione per le donne di colore protagoniste dei due romanzi.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Emozione, soddisfazione.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio fratello, al quale è dedicato il libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ascoltare un libro non è meno dignitoso che leggerlo. Il primo potrebbe permetterci di evadere e tuffarci con meno impegno nella lettura, sentendo la voce che modula e trasporta le emozioni. Il secondo implica un maggiore impegno, la visibilità delle parole acquistano pure un ruolo didattico.
 
 

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Lunedì, 12 Luglio 2021 | di @BookSprint Edizioni

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