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BookSprint Edizioni Blog

13 Apr
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Intervista all'autore - Roberta Manzato

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata e cresciuta a La Spezia, che per quanto sia una città di provincia, con tutti i suoi pregi e difetti la considero una gabbia avvolgente, quando ci stai a lungo vuoi volare via ma poi finisci sempre per ritornarci volentieri. Un magico golfo incastonato tra le colline e subito a pochi chilometri l'Appennino. Mi considero fortunata a viverci e consapevole di avere a due passi il Parco Nazionale delle 5 Terre, Lerici e Portovenere. In un certo senso è come essere sempre in vacanza e in ogni caso non potrei mai vivere in un posto senza il profumo e il rumore del mare.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Dipende dall'adolescente. Ho due gemelli di quasi 17 anni diversissimi tra loro. Mio figlio Simone ascolta audiolibri perché odia leggere. Credo che sia rimasto traumatizzato dal Barone Rampante imposto dalla sua professoressa di italiano e a fatica ha letto due o tre romanzi di Clive Cussler del quale possiedo molti libri.
Mia figlia Aurora sua gemella invece adora leggere, credo di averle trasmesso la passione per la lettura. Legge ovviamente libri rosa, After di Anna Todd tra gli ultimi, ma non disdegna un classico come Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Dunque per quanto riconosca che gli eBook siano più comodi, meno costosi e anche ecosostenibili credo che in questo resto tradizionalista. Se devo scegliere resto del parere che il profumo e il piacere di tenere tra le mani un libro cartaceo sia insuperabile.
Adoro recarmi nelle librerie e respirare il profumo della carta e decidere il libro da acquistare guardando copertine, leggendo prefazioni. Scatta una scintilla e propendi per l'acquisto che ritieni giusto in quel momento tenendo tra le mani un dato libro.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Ho sempre sognato di poterlo realizzare. Sono anni che rimando, in quanto il mio lavoro assorbe gran parte della mia giornata, sono impiegata doganalista e consulente import export in una Casa di Spedizioni al Porto della Spezia. Inoltre la famiglia e il crescere due gemelli mi hanno fatto accantonare l'idea per anni. Mi ero ripromessa un giorno che lo avrei scritto e così è stato, anche se non è stato semplice.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La molla scatenante è stato un servizio di Giulio Golia delle Iene. Era aprile 2019, ricordo che ho pianto quella sera vedendo la disperazione e al contempo la tenacia della madre di Marco Vannini. Una donna che chiedeva giustizia per suo figlio, laddove la giustizia era stata davvero approssimativa. Un mese dopo ho iniziato questo libro Nemesi Countdown che non ha a che fare con il caso di Marco Vannini, ma ho deciso che dovevo creare un'entità superiore, una creatura metà umana e metà "divina", spietata quanto basta per riportare ordine e rendere giustizia alla protagonista del mio libro.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
L'invito è la riflessione. Viviamo un'epoca dove sembra tutto perduto, valori, senso di coscienza, mancanza di responsabilità, leggerezza. Tutto in funzione del Dio denaro e del potere. Credo ci sia un estremo bisogno di risvegliare le coscienze, affinché le nuove generazioni non crescano con l'idea che è tutto semplice e tutto dovuto. In ogni caso deve essere chiaro che ad azione corrisponde una reazione e che se il comportamento è negativo c'è anche un prezzo da pagare.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura mi ha sempre affascinato. Ho sempre viaggiato attraverso i libri. Credo che leggere stimoli la fantasia e sia un tuffo nell'immaginazione. Di conseguenza ho pensato se fossi stata in grado di proiettarmi in un progetto di questo tipo, poi mi sono detta che se non l'avessi intrapreso avrei avuto un rimpianto per la vita e, quindi mi sono gettata anima e corpo in questa avventura. Sono una persona che chiede e pretende sempre molto da se stessa, sono stata orgogliosa di me solo quando ho messo al mondo i miei figli. La seconda volta non lo nascondo è stato vedere per la prima volta la copertina che avete realizzato per me. Devo ringraziare Michele perché è andato oltre le mie aspettative, credo di aver pianto per la felicità.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Quando ho descritto la Nemesi, per renderla un po' più umana e per far sì che anch'essa avesse un vizio, il suo desiderio a indossare eleganti decolleté rosse.
Ho scelto queste calzature perché rappresentano un modo per attirare l'attenzione e, al contempo il rosso che rappresenta la lotta contro la violenza sulle donne. Mi è venuto con naturalezza, svegliandomi di notte e gettando giù nero su bianco una decina di pagine, scritte credo di gran foga, tante erano le idee che nel silenzio della notte mi si affollavano in testa. E' stata anche la notte dove ho deciso che la clessidra era l'elemento ideale per descrivere lo scorrere del tempo e, così è nato il titolo Nemesi: Countdown in modo spontaneo.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Mai. Avevo ben chiaro il filo conduttore del libro e sono andata liscia fino alla fine.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Una su tutti Agatha Christie acuta e perspicace. Ha saputo cogliere gli aspetti miserabili della natura umana, che come amava ripetere era uguale sia in una grande città che in un piccolo centro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sicuramente li adora mio figlio che come ho detto odia leggere.
Per quanto riconosca che in termini di tempo è un risparmio, affidarmi a una voce narrante credo mi distrarrebbe in continuazione.
Preferisco sempre il cartaceo, decido i tempi, immagino i luoghi, i personaggi, gli sguardi e le voci. Creo la scena nella mia mente come se la vedessi direttamente tra le righe del libro che tengo in mano. Resto ancorata in questo al caro vecchio libro di carta.

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