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BookSprint Edizioni Blog

27 Feb
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Intervista all'autore - Andrea Aloisi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Buon giorno.

Sono nato a Milano, i miei genitori, abitavano in "viale Padova."
All'età di 3 anni ci siamo trasferiti sempre in provincia di "Milano" in un paese di nome "Baranzate" vicino "Quarto Oggiaro".
La mia infanzia è stata un’infanzia felice, anche se pure da bambino, ero un po’ introverso e malinconico.


La scuola media, non l'ho vissuta benissimo, infatti molte volte con un mio amico la "bigiavo" non ci andavo.
Non ero un cattivo ragazzo o un casinista, "non studiavo."
Non mi piaceva, ascoltare i professori, che non sapevano, trattare i ragazzi, con: modo, empatia e filosofia.
Le superiori, le ho fatte in una scuola professionale dai "Salesiani di don Bosco".
Come "meccanico elettrauto" finii i 2 anni di scuola, come stabilito, ma non diventai mai un "meccanico".
A 14 anni presi in mano la chitarra per la prima volta.
"A me, non interessava la scuola mi interessava la musica rock!"
Infatti ho finito i 2 anni di superiori per "grazia ricevuta."
Dai 15 anni, mi si aprì un mondo "con la musica!"
Però c'era un "problema," diventai un adolescente un po’ ribelle, ascoltando Doors, Pink Floid, Nirvana, Sex Pistols ecc...
Mi immedesimai in loro, e mi stravolsero l'esistenza, cominciando a fare anche uso di droghe e alcol.
"Nell'adolescenza", il mio essere introverso si accentuò ancora di più, odiando
le persone, il mondo, l'egoismo e i grandi, per le scarse possibilità sociali e di comunicazione, che riservavano ai ragazzi, "erano gli anni ‘90."
A 17 anni suonai nel mio primo gruppo "Punk Rock", come chitarrista solista. Abbiamo avuto anche un discreto successo nella mia zona, sempre accompagnato dalla voglia di ribellione e distruzione, che mi accompagnò fino all'età di 20 anni.
Però a 21 anni nel 1997 "cambiò tutto", conobbi con la sua musica, il cantautore Fabrizio De Andrè.
Rimasi folgorato! per la sua poetica, la socialità l'impegno e la musicalità nello scrivere.
Cominciai a studiarlo e a suonarlo, divento il mio padre "spirituale!"
Con Fabrizio De Andrè, partì il mio amore "viscerale" per la poesia e la musica d' autore raffinata e non scontata, anche qualcosa di Francese e Americano.
Così dal 1997 cominciai a scrivere canzoni e poesie a fiumi! una passione che tuttora, mi porto dietro, traendone un immenso piacere e fortuna...
Posso dire, che la Poesia e scrivere mi hanno "formato e salvato la vita", più di qualsiasi altra cosa.

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Io non ho dei momenti precisi per l’ispirazione, nello scrivere "poesie e pensieri".

Scrivo in qualsiasi momento, ho scritto anche durante l'ora di lavoro in fabbrica!
Però se devo scegliere quando percepisco l’ispirazione più forte," è" quando sono nel letto la sera tardi.
Infatti mi devo alzare per completare i pensieri su carta altrimenti non mi sento apposto.

 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Fabrizio De Andrè.


 

4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata perché, continuavo scrivere testi per le mie canzoni.

Quelle che scartavo le mettevo da parte, fino che mi sono accorto di avere un centinaio di canzoni e pensieri.
"Gli ho dato una sistemata," ho aggiunto altri pensieri, ed ecco qui il mio primo libro di poesie!

 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Bhe! più che il contesto sociale in cui ho vissuto, "direi" che per me ogni situazione, è un continuo scoprire, Illusioni, amori, amicizie, egoismo ecc...

Diciamo, che è il mondo che mi ha formato! dalla televisione, alla musica, alle persone.
Non ho un contesto sociale ben preciso, anche se direi che nell'adolescenza mi sono forgiato il carattere con i miei amici dove abitavo...
Poi il resto l'hanno fatto tutto un insieme di cose, anche il "lavoro" e le informazioni mediatiche.

 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me scrivere è vita! è sia scappare dalla realtà, che raccontarla!

Per me è una sorta di rivincita!
È come se mi "auto elogiassi" per qualcosa che ho capito!
La penna e la carta sono gli unici amici veri che ho...
Quando rileggo dopo giorni quello che ho scritto, "mi ci rivedo" e questo mi fa piacere.
Poi se c'è qualcuno che legge le mie poesie e "si rivede", come racconto la realtà, sono ancora più contento.

 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In quello che ho scritto c'è tutto me stesso.

Le mie idee, i miei punti di vista e le mie esperienze.

 

8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
La vita.

Il poter aiutare qualcuno a livello emotivo...
Questo è quello che mi ha spinto a scrivere!

 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alla mia compagna di vita Roberta.

Ho dato un po’ di copie alle librerie vicino casa e qualche amico.

 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Ci sono delle ottime possibilità che l'ebook faccia una strage di libri cartacei.

Conosco molte persone che lo usano.

 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audio libro è una grande opportunità, che dà la possibilità, di interpretare a livello vocale, i propri scritti.

Quindi con sfumature e un’interpretazione vocale che potrebbe fare la differenza.

 

 

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Sabato, 27 Febbraio 2021 | di @BookSprint Edizioni

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