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BookSprint Edizioni Blog

10 Feb
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Intervista all'autore - Laura Baldassarri

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Buongiorno a tutti.
Ho ereditato la passione della scrittura da mio padre. Dopo la sua morte, ho trovato tantissimi suoi scritti; i primi risalgono all'inizio degli anni 40.
Parlano di sentimenti, di vita quotidiana, di viaggi, sono pezzi di storia da accudire gelosamente.
Anche a me, come a lui, piace scorrere la penna sul foglio e fermarvi pensieri, che a volte sono riflessioni antecedenti, ma spesso sono sentimenti e storie che sgorgano di getto e arrivano dal mio subconscio.
A volte, rileggendo dopo un certo periodo ciò che scrivo, non mi ricordo di esserne stata io l'artefice.
È buffo! Quando mi lascio andare davvero entro in una specie di trance e sto bene, mi rilasso, mi sento creativa, sono felice.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Ci sono momenti in cui racconto esattamente reali frammenti di vita vissuta, anche recentemente, ad esempio quando parlo della morte di mia madre e delle "pulizie della morte". Comunque tutto il libro parla di me, del rapporto che c'è stato o che ci sarebbe potuto essere con la mia famiglia di origine, delle vicissitudini atroci della vita di mia madre che hanno segnato profondamente la sua vita e la vita di chi le è stato accanto. E poi nel libro c'è la mia famiglia attuale
che mi riempie di gioia.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
È una soddisfazione grande quando rileggo il libro e mi piace, ma, soprattutto, quando i miei figli, dopo averlo letto, mi hanno chiamato o scritto per dirmi cose emozionanti, profonde, parole che mi resteranno nel cuore per sempre.
È una soddisfazione quando ho visto mio marito divorarselo tutto d'un fiato e commuoversi e quando gli amici, sembra in modo sincero, mi hanno fatto grandi complimenti.
È chiaro ora sarebbe bellissimo poterlo anche vendere e perché no, sognare è d'obbligo, venderne tante copie e avere successo...
Ok Laura torna sulla terra! (rido)
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il racconto fino alla fine si è sempre intitolato "Il senso", ma questo titolo non mi aveva mai convinto.
Sapevo che all'improvviso mi sarebbe venuto in mente il vero titolo, e così è successo... era quello giusto! "Leila volava..." (con i tre puntini)
Anche il mio primo libro "Ero normale, ma infelice poi l'Africa..."finisce coi tre puntini e sarà così anche per i titoli dei prossimi libri.
E una proiezione verso l'apertura di pensiero, verso le possibilità e i sogni, verso l'infinito.
La copertina invece ho sempre saputo che sarebbe stata questa: una foto scattata una sera d'estate all'inizio di una nuova occasione di vita nella bellissima Sardegna, in particolare siamo ad Alghero
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Ahimè non sono una grande lettrice, ma ultimamente mi piacciono libri che assomigliano un po' al mio, libri che parlano del senso della vita, di chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, libri che parlano di come cambiare, di come lavorare su noi stessi per migliorare questo nostro passaggio sulla terra.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Mi piace tenere fisicamente il libro in mano, entrare tra le pagine, amo l'odore della carta.
Sono troppo legata a questi sensi per cambiare modo di lettura, ma capisco che è una evoluzione e che avrà sicuramente un futuro per molti.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho diversi scritti nel cassetto, uno di questi riguardava un diario di più viaggi effettuati nella Repubblica Democratica del Congo insieme a mio marito che come volontario, una volta all'anno, andava in missione ad operare la e collaborava con una università a Lubumbashi.
Abbiamo vissuto esperienze grandi, profonde e umanamente molto toccanti che mi hanno fatto sentire il bisogno di fissare, subito, in diretta, sulla carta queste sensazioni.
Dopo alcuni anni rilessi questo materiale. Era interessante.
Pensai di usarlo per scrivere un romanzo e la BookSprint me lo pubblicò.
È appunto il mio primo libro di cui parlavo prima "Ero normale ma infelice poi l'Africa..."
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di "Leila volava..."nasce perché nei miei sogni avrei voluto per mia madre una infanzia diversa, l'avrei voluta salvare e difendere dalla sua storia devastante.
Nel mio nuovo mondo ci sono riuscita. È stato un sogno, è diventato un libro.
Nel mondo dove Leila impara a volare riesce a cambiare situazioni e persone.
È partito tutto davanti ad un camino a gas, con tanti sassetti bianchi di marmo di carrara, che però scalda la pelle, il cuore e l'anima come un camino vero.
Ogni pagina di questo libro è stata scritta qui, di fianco al mio magico camino.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Soddisfazione, grande soddisfazione, entusiasmo e voglia di condividerlo con chi amo e con chi mi ama nella speranza poi che venga riconosciuto interessante e valido anche da altre persone che non mi conoscono.
Ora bisogna promuoverlo.
Per l'altro libro avevo fatto diverse presentazioni, nelle scuole, in alcuni club, in alcune biblioteche compresa quella di Pistoia nel 2017 anno in cui era capitale della cultura.
Per questo libro è più difficile parlare in pubblico, è molto personale, tratta tasti delicati. Stavo più pensando ad una divulgazione tramite social.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio marito, quando il libro era ancora solo a metà e mi aveva esortato e dato il coraggio per continuarlo a scrivere.
La prima a leggerlo, una volta terminato, è stata mia figlia Ilaria che in quel momento non era vicino a me. Ogni tanto mi mandava un messaggio, un cuore, una sua foto con gli occhi lucidi. Quando lo ha terminato mi ha fatto una telefonata bellissima e indimenticabile e mi ha dato spunti interessanti per fare una seconda parte che infatti ho già iniziato.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che l'audiolibro, così come i podcast che stanno avendo un grande incremento, sia interessante sotto molti aspetti.
Chiaramente per le persone non vedenti , ma anche per molti anziani che, per difficoltà con la lettura, rinunciano a questi importanti mondi di evasione, di cultura , di divertimento e poi ci si può godere un libro mentre si guida, mentre si fanno le faccende di casa, mentre si fa ginnastica.
Aspetto fondamentale! La voce e l'interpretazione del lettore!
Ho sentito voci monotone che leggevano e facevano perdere l'entusiasmo...
Ecco, per il mio libro vorrei essere io la lettrice!
Un caro saluto a tutti quelli che mi hanno onorato di leggere questa intervista e magari poi avranno anche voglia di leggere i miei libri. (sorrido)
Che bello sarebbe ricevere dei Vostri commenti!
 
 
 
 
 

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Mercoledì, 10 Febbraio 2021 | di @BookSprint Edizioni

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