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BookSprint Edizioni Blog

06 Feb
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Intervista all'autore - Luca Vanerio

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Mi chiamo Luca Vanerio. Sono nato a Milano. Lì è dove ho vissuto il mio primo anno d'età. L'anno successivo con i miei mi trasferii a Tradate (città in provincia di Varese), dove vivo tutt'ora con la mia famiglia. La città di Tradate è divisa in tre sezioni: Tradate (quindi centro città e zona industriale), Abbiate Guazzone (che era un comune in passato) e le Ceppine. Come Hobby, suono la Tromba nella banda musicale Santa Cecilia di Abbiate Guazzone (a cinque anni vidi una Marching bands e me ne innamorai per la scelta di canzoni da suonare in pubblico) è giusto ringraziare il direttore della banda, il suo vice, il presidente ed il vice- presidente e tutti i " banditi" perché gli voglio molto bene. Sia loro che i miei parenti ed amici mi hanno insegnato molto sulla vita.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Di libri da consigliare ad un adolescente ce ne sono molti (faccio parte di questa categoria perché ho vent'anni). Essendo appassionato di Storia, fino adesso ho letto libri riguardo la Prima e Seconda Guerra Mondiale perché è giusto imparare dagli errori altrui, sia politici che militari. So che qualcuno potrebbe pensare che sto parlando a vanvera, però questi libri mi hanno insegnato molto. Inoltre leggo molto delle mie passioni: il Basket e Star Wars. Ora sto leggendo Star Wars Anno per anno la storia di una saga (libro che ripercorre la storia di George Lucas e della nascita della saga cinematografica, con riferimenti storici di quegli anni), lo consiglio a tutti gli amanti ed appassionati perché è molto interessante e dettagliato riguardo fatti realmente accaduti e di tutta la storia dei film.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Riguardo alla progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell' eBook penso che non è solo storia però che è realtà. Intendo dire che i sogni fanno la realtà, oltre che alle azioni. Il libro cartaceo è preferito da molte persone, pure da me, perché fisicamente è lì davanti a te ed è tuo. Mi creda averne scritto uno è una bella sensazione, però è giusto che non si perdano i motivi per cui è stato creato e questo vale per i miliardi di libri che sono stati scritti fino adesso. Certo la digitalizzazione è in continuo miglioramento da anni, crea comodità e dimostra che molti oggetti o servizi possono essere usufruiti da casa, però nulla è come fare acquisti di persona e vedere che sensazioni (ed emozioni) che ti suscita una copertina fisica e non solo vederla su Internet.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura, nella mia vita, è un colpo di fulmine. Iniziai a scrivere a sedici anni perché iniziai una relazione con la ragazza a cui è dedicato e stato scritto questo libro. All'inizio siamo partiti come amici, infatti la conobbi nella banda musicale in cui suono. Alla famiglia di questa ragazza li voglio tanto bene. Fino ai sedici anni ho avuto solo cotte per varie ragazze, tra cui molte mie amiche. In quell'anno chiesi di uscire a tante di loro e quando una di loro accettò (ed avevo una cotta per lei dalle elementari) ero contentissimo, solo che durante l'uscita insieme mi disse che si frequentava con un altro (per le emozioni che avevo provato fino a quel momento decisi di non insistere né controbattere, accettare il fatto e mi misi il cuore in pace. Questo fatto, il mese dopo, mi portò ad avere più coraggio con le ragazze e chiesi di uscire a questa mia amica della banda. Non mi pento per le scelte che ho fatto in quello che le ho raccontato. Se non lo avessi fatto non sarei innamorato di questa ragazza e non sognerei di scrivere e dedicarle altri libri. Non ho fatto nomi per rispettare la privacy delle persone di questi racconti.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Mi hanno spinto le forti e reali emozioni per questa ragazza. Non ho paura di essere insultato, deriso e trattato male dalle altre persone solo per averlo pubblicato o dire pubblicamente le mie idee. L'ho scritto e deciso di pubblicare perché ero obbligato (dal governo) a casa, l'unico modo che avevo per non disturbarla e far sapere quello che provo per lei, era farlo sapere a tutti. Mesi prima lo dissi ai miei migliori amici e feci girare la voce nella banda. Questo libro è una pazzia d'amore, spero che ai lettori sarà piacevole oltre che una speranza.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio che voglio inviare al lettore è quello che non ci dobbiamo arrendere al primo ostacolo. Questa ragazza ufficialmente mi aveva lasciato lei perché volevo allontanarmi, perché vivevo bruttissime emozioni per la morte del direttore della banda (accadde nell'anno 2018). Assieme alla banda, a questo signore ed alla sua famiglia, li volevamo e li vogliamo bene. Poco dopo l'accaduto aiutai la mia fidanzata a riprendersi da quel fatto e così fece. Il mio problema fu che, pochi mesi più tardi, fui assalito dalla depressione (mio nemico storico e personale) e mi comportai male perché ero confuso ed in guerra con me stesso. Questa ragazza provò a tenerci uniti però la lasciai per una settimana (non le so spiegare cosa mi accadde, a mio modo di vedere i fatti, qualcosa si ruppe tra di noi). Pensi che mi ripresi definitivamente da questo fatto l'anno scorso (2020). Durante il Lockdown mi aspettavo che sarei venuto a sapere che la mia ex si era fidanzata con qualche ragazzo più bello di me, non accadde, anzi c'eravamo chiariti riguardo al passato. Questo accadde perché le dissi quello che provo ed anche lei lo fece, quella mattinata litigammo per tre ore consecutive al cellulare. Lei sà che sono pentito per i miei errori e spero che in tempi migliori possiamo frequentarci e parlarci di persona, mi manca tantissimo, non a caso le dicevo i miei sogni insieme a lei.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Durante la mia relazione con questa ragazza la scrittura era un sogno nel cassetto, so che a lei non dispiaceva se le dedicavo poesie su poesie. Non mi dispiacerebbe farlo come primo o secondo lavoro, ho molto da imparare. Ora le ho dedicato perfino un libro, mai pensavo che sarebbe accaduto. A questa ragazza voglio darle la mia vita e so di fare la scelta giusta, due anni insieme non sono mica pochi. Era un sogno nel cassetto perché le dissi che quando scrivo sono nel mio mondo, posso esprimermi, posso desiderarla, posso amarla scrivendo poesie e far intuire alle persone quello che provo o avvicinarmi alle emozioni del lettore. Scrivere poesie in rima fa parte di me.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Un episodio che ricordo con piacere è quando chiesi a mio fratello di creare la copertina e lui la fece benissimo per essere uno studente. L'altro episodio che mi ha fatto piacere è quando contattai la casa editrice e parlai con le figure professionali all'interno di essa. Sono persone per bene e non mi dispiace averlo pubblicato.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Ho pensato spesso di non portarlo a termine per paura che questa ragazza potesse offendersi o prendere male la mia dedica. Pensavo che magari dovevo abbandonare tutto, dimenticarla e non parlarle più. Nonostante quei pensieri decisi di rischiare tutto me stesso, la mia dignità, dimostrarle i miei cambiamenti e la mia emotività. D'altronde c'eravamo lasciati ed il mio tutto era solo passato, lei è anche il mio presente e questo mi ha spinto a pubblicare il libro.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Durante il periodo si scuola superiore avevo letto spesso Dante Alighieri. Lo preferisco agli altri autori.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Riguardo alla nuova frontiera rappresentata penso che sia qualcosa di interessante. Tramite essa si possono aiutare persone con disabilità alla vista ed appassionare i lettori a sentir leggere un'altra persona. Tutto questo va in base ai gusti personali, personalmente non mi dispiace questa evoluzione.
 
 
 

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