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06 Feb
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Intervista all'autore - Viorica Marconi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è un'emozione messa a parole, è una parte di me che ho scoperto adesso e mi piace tantissimo.
Sento come la liberazione dai momenti bui del passato fa crescere fiori sulle ferite, fa respirare l'aria fresca sotto un cielo azzurro facendomi volare nell'immensità dell'Universo quando scrivo dei momenti felici.
Scrivere quello che sento è una guarigione dal male che ho passato attraverso me, mi libero del dolore facendo posto alla felicità.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Questo libro è come un diario. Tutto è reale, ci sono briciole della mia anima e del mio cuore. Soltanto che i momenti vissuti non sono messi in ordine cronologico. Ho scritto man mano che i ricordi riaffioravano.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere questo libro è stata una esperienza molto emozionante. Mi sono sentita come se fossi incinta di un nuovo bambino e ho sentito tutte le emozioni di questo periodo.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Per prima cosa ho scritto le poesie. Il titolo è venuto da solo come un coronamento a quello che ho fatto.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Se dovessi finire su un'isola deserta senz'altro porterei con me l'opera di Lucian Blaga. Mi piace il suo modo di scrivere e come percepisce la vita, la sua capacità di trasmettere la bellezza, la luce e la speranza.
 
6. Ebook o cartaceo?
Personalmente preferisco il cartaceo perché lo tieni fisicamente in mano, lo puoi sfogliare e c'è l'odore di libro che l'ebook non può restituire. Però non mi dispiace l'idea dell'ebook perché mi permette di avere una vasta biblioteca virtuale a portata di mano, risparmiando inchiostro e carta, rendendo il tutto molto più economico, sostenibile ed accessibile.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
All'inizio ho scritto per me, perché mi sentivo bene dopo ogni poesia scritta. Ho scelto di pubblicarle quando le persone che le hanno lette sono rimaste impressionate di quello che trasmettevano.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di questo libro nasce dalla voglia trasmettere a chi è stato nella mia stessa situazione, a chi si trova o si è trovato in situazioni simili che al di là del dolore e della sofferenza, che c’è luce e gioia. Dipende solo da noi quello che scegliamo di vivere.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Sono molto emozionata. Io sono affascinata dai libri. Il mio primo grande amore è stato il primo libro che ho comprato. Quando ero piccola ero ossessionata dall'idea di fare qualcosa che rimanesse per sempre su questa Terra e questo libro, per quanto importante, non è che una goccia nell'oceano.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ha letto le mie poesie è stata la professoressa Ioana Opris, la quale ha curato le poesie del libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non vedo come qualcosa di rivoluzionante gli audiolibri, perché tolgono l'immedesimazione e l'immaginazione all'esperienza della lettura.
Quando leggi un libro, devi fare lo sforzo di concentrarti e di immaginare quello che sta succedendo. Se invece ascolti un audiolibro rischi di dissociarti da quello che senti, rischiando di non ricordare più nulla di quanto ascoltato.
 
 
 
 
 

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