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20 Gen
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Intervista all'autore - Willy Masetti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Ho iniziato a scrivere quasi per gioco, negli anni Ottanta. Dei racconti di fantascienza ambientati dopo il 2000, una data mitica per chi ha vissuto il XX ° secolo. Mi ha dato grande soddisfazione, una forte emozione leggerli dopo quarant’anni per constatarne l’attualità. Il libro s’intitola “CRONACHE DAL TEMPO “ZERO, ed è distribuito da Amazon, Mondadori, Feltrinelli ecc.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Penso che in tutte le opere, di ogni autore non si possa prescindere dalla vita vissuta, reale. Madame Bovary c'est moi ... diceva Stendhal del suo personaggio. In effetti penso che anche gli autori più fantasiosi, quelli che scrivono storie gialle o di fantascienza, apparentemente così lontane dall’esperienza degli autori, in realtà siano riconducibili alla loro esperienza, ad un’estensione dell’ego.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Sicuramente la liberazione di pensieri, riflessioni sulla scienza, filosofia, religioni, il bene e il male... una specie di zibaldone insomma, soprattutto il viaggio inteso non solo in senso geografico ma come tentativo di recuperare il vissuto, le emozioni legate ad un preciso periodo storico. In questo caso gli anni ‘80, come nel precedente “LA FORMA DELLE NUVOLE” avevo fatto con gli anni ‘70.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
I titoli mi vengono in maniera naturale, spontanea, come un flash, un’ispirazione.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Sicuramente l’Odissea, un libro antico che però svela tutti i temi della letteratura e dell’arte: amore morte, odio, tradimento, amicizia distacco, bellezza, tormento, brutalità ecc . La genialità dell’autore si esprime in un capolavoro assoluto, modello per tutte le opere future.
 
6. Ebook o cartaceo?
Certo la carta ha e avrà sempre il suo fascino, però penso che il futuro appartenga a l’Ebook, se non altro per le caratteristiche interattive, la facilità di sentire musica, vedere video, visitare i luoghi citati nel testo. Poi le ragioni di spazio, una libreria per quanto grande si riempie in fretta, la praticità, ne fanno un modo vincente di fruire della lettura.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Il mio è un percorso atipico. Ho iniziato come fotografo, regista, facevo parte di un gruppo fondato da Nino Migliori, con artisti come Luigi Veronesi, Grazia Toderi, Maurizio Galimberti, Fulvio Fulchiati, Otmar Kiefer e tanti altri ora famosi. Ad un certo punto mi sono appassionato di cinema, ho scritto varie sceneggiature, alcune vendute, ma presto mi sono anche reso conto come questo ambiente richiedesse molte energie, conoscenze, molto denaro da raccogliere per realizzare un qualsiasi progetto. Meglio la scrittura, dove bastano una penna, un tablet, fantasia, voglia di raccontare, senza grandi investimenti.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
In realtà si tratta di diversi viaggi che con licenza poetica ho raccolto in un lungo racconto con i incontri, personaggi, comunque reali. Molte situazioni citate nel libro, per quanto incredibili sono successe veramente. Solo a lavoro finito ti rendi conto di aver detto cose non preventivate, come il lavoro abbia assunto una sua unicità, indipendenza. Hai quasi la strana sensazione che l’abbia scritto i un Altro.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Certamente una grande emozione. A volte ho avuto la sensazione di essere un antico scriba, con la sua tavoletta di argilla su cui incide dei segni. Mi viene da paragonare il mio lavoro a quello della magliaia. Vedo il testo scorrere, annodarsi, allungarsi. A volte un ripensamento ti costringe a tornare sui tuoi passi, come la tela di Penelope si allunga poi di nuovo si accorcia, finché trovi il ritmo giusto e il lavoro scorre veloce capitolo dopo capitolo, la trama trova un percorso direi quasi naturale, come in un’opera musicale.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Bruno Brunini, poeta e scrittore, e Donatella, la mia compagna. Li ringrazio per i preziosi consigli e per la pazienza.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Valgono le considerazioni sull’Ebook , le tecnologie, l’evoluzione tecnica ne faranno sempre più uno strumento interattivo, adatto ad un apprendimento ed insegnamento moderno, quindi molto utile per il futuro delle giovani generazioni. Un modo nuovo per leggere delle storie, ma anche saggi, manuali ecc..
 
 
 
 
 

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