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19 Gen
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Intervista all'autore - Luca Facchetti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere, per me, è una sensazione unica. È come trasmettere un pezzo di me su un foglio e mutarne i contorni in un'opera che, a prescindere da tutto, diventa a sua volta una parte di me. È anche un piccolo svago dalla realtà, un mondo parallelo in cui non dare troppo peso alle varie difficoltà della vita quotidiana.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Alcuni miei aspetti caratteriali son stati "suddivisi" in più personaggi. Alcune loro reazioni a determinate situazioni sono quelle che potrei avere io di fronte agli stessi scenari, siano esse giustificabili o sbagliate. Le emozioni a volte ci accecano, o ci spingono oltre i nostri limiti: è una consapevolezza che ho acquisito nel corso degli anni, e ho fatto sì che facessero anch'esse parte della mia storia, tanto nel bene quanto nel male.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Soddisfazione assoluta. Concluso il libro, ho potuto ammirare la mia opera nella sua completezza. In quel momento, non aveva importanza che potesse risultare intrigante o poco accattivante: era una mia storia, dall'inizio alla fine. Una certezza che mi ha reso orgoglioso di non aver mollato.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Per un lunghissimo periodo, non ho neanche pensato al titolo dell'opera, concentrandomi unicamente sullo sviluppo della stessa. Nel momento in cui ho spostato la mia attenzione sul valutare un possibile titolo, la scelta è stata quasi automatica e spontanea, tanto che non mi son posto dubbi e ho seguito l'istinto.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Il mio libro, ovviamente! Scherzi a parte, essendo in un'isola deserta, sceglierei un libro voluminoso, che possa distrarmi a lungo, e con una storia avvincente, che possa portarmi almeno con la mente lontano da quell'isola. Un libro che non ho mai letto, per evitare la sensazione di già letto. Chissà, potrebbe essere un'occasione ottima per leggere finalmente uno dei libri di J.R.R. Tolkien!
 
6. Ebook o cartaceo?
Io personalmente preferisco di gran lunga il cartaceo. Il piacere di sfogliare le pagine mi intriga più di una lettura a schermo...lavoriamo già tanto coi computer, leggere un bel libro cartaceo sarebbe uno svago totale!
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non c'è stato un vero momento, sebbene tutto abbia avuto inizio circa quattro anni fa. Semplicemente, dopo aver avuto varie idee per la testa, mi son detto: "Perché non provarci?". Così, inconsciamente, forse senza neanche una vera idea di dove sarebbe giunto il percorso, ho semplicemente iniziato.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Piccoli dettagli del libro, dopo letture di fantasy vari, mi ronzavano in mente, e ho deciso di dargli corpo. Dapprima, erano solo scene che coinvolgevano alcuni personaggi principali: da queste basi, ho costruito la storia, sviluppato tali personaggi e ne ho aggiunti altri.
Il libro rischiava anche di non concludersi, per perdita di stimoli e di convinzione in ciò che facevo: poi, nel 2019, ho visto alla televisione per la prima volta gli ultimi film di Harry Potter (I doni della Morte, Parte I e II), e quel mondo di magia mi ha stimolato a riprendere il mondo che avevo creato io e portarlo a compimento.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una gioia indescrivibile. Sfogliare le pagine e leggere le proprie parole, i dialoghi costruiti dalla propria mente, le scene immaginate...è una soddisfazione che ripaga di tutti gli sforzi e di tutte le incertezze che hanno messo a dura prova il completamento del libro. Lo guardo e penso 'Eh sì, è proprio il mio libro, la storia che ho creato io!'. Un pizzico di orgoglio personale, per il quale posso dire che ne è valsa la pena.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio fratello. Aveva già letto altri libri fantasy in passato e ha saputo darmi qualche dritta su come migliorare alcuni dettagli, dandomi un parere sincero e senza farsi influenzare dalla parentela e del legame che ci unisce. È stato molto importante per me il suo riscontro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È intrigante, senza dubbio. Non ho ancora avuto occasione di provare quest'esperienza, ma una voce riesce spesso a trasmettere le emozioni che in alcuni casi restano troppo sfumate nelle parole. Potrebbe rappresentare un'ottima possibilità di tenere al passo dei tempi il mondo della lettura.
 
 
 
 
 

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