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BookSprint Edizioni Blog

15 Gen
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Intervista all'autore - Monica Zarantonello

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Io sono nata e cresciuta a Bologna e i miei libri partono tutti da qui. In particolare quest'ultimo apre una finestra su una Bologna ancora attiva e desiderosa di cultura e comunicazione.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Come non consigliare proprio questo, che vede tra le protagoniste una ragazzina adolescente. Fiore, affronta la sua prima grande storia d'amore, nel momento più difficile della sua vita. Quello in cui si sente non sufficientemente accudita dalla sua famiglia e più adulta di quanto non sia realmente.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Credo che sia particolarmente utile, soprattutto in questo periodo in cui il cartaceo sembra diventare ingombrante e costoso. Non bisogna però dimenticare che per i veri amatori della lettura, uno dei piaceri più grandi è il tatto. Svoltare le pagine, sottolineare o semplicemente stringere a sé una copia cartacea... è una sensazione insostituibile.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura arriva come un colpo di fulmine che si trasforma, come un grande amore, negli anni. Ti colpisce diretto al cuore e diventa un prurito irrefrenabile, tanto che non puoi fare a meno di lasciarti andare e la gioia più grande è la meraviglia sempre nuova che provi, nel vedere dove ti porta.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Fin dal principio sapevo che si sarebbe tratto di una trilogia. I misteri per me più insondabili della mente umana delle donne, dalle più giovani alle più vecchie, dalle più appariscenti alle più candide e semplici. Qui il rapporto generazione che estingue la serie, aprendo però grandi spunti di riflessione.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Rinascere è possibile, anzi doveroso, per se stessi. Siamo nati e cresciuti con convinzioni che ci hanno cambiato, soffocato e modificato il carattere e la personalità, ma possiamo ritrovarci, riscoprirci e capire cosa e chi vogliamo essere.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ancor prima di imparare a scrivere già inventavo storie guardando le persone che avevo vicino. Quando ho imparato a scrivere, la matita è diventata una parte di me. Una droga che mi faceva continuare fino a non sentire più la mano, eppure non riuscivo a smettere. L'arrivo della macchina da scrivere è stata una gioia immensa, ma ancora le dita erano talmente piccine, che non avevo la forza sufficiente per usarla al meglio. Il pc è stata l'apoteosi della soddisfazione. Da quel momento nessuno mi ha più fermata.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Non posso dimenticare i rimproveri di mia figlia, che eviterò di trascrivere per evidente mio imbarazzo, circa il linguaggio giovanile. Secondo i suoi parametri, non ero all'altezza del loro mondo, quindi senza il suo aiuto sarebbe stato poco realistico e moderno.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Mai. Era già tutto nella mia mente, anche se ammetto che si è scritto praticamente da solo. Io stessa andavo a letto con il dubbio di ciò che sarebbe accaduto, eppure non ho mai dubitato che sarebbe arrivato il momento del finale sorprendere, quello che attendo anch'io insieme al lettore.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Charlotte Bronte. Una donna che anticipava i tempi, una precorritrice del femminismo a mio parere, che con Jane Eyre ha sublimato se stessa e il mondo femminile.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro può essere un'alternativa alla televisione in grado di dare grandi soddisfazioni. Noi donne in particolar modo, sempre impegnate in faccende domestiche spesso siamo più attente ad ascoltare che a guardare.
Con un audiolibro non perdiamo nulla, anzi, ci possiamo immergere in quel mondo fatto di parole, che rendono molto più efficaci le emozioni delle immagini.
 
 
 
 

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