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15 Gen
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Intervista all'autore - Antonella Marotta

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è liberare il mio animo dall'emozioni, dai sentimenti, e dalla fantasia. Non può mancare il piacere di creare piano piano una storia con personaggi che diventano mie creature. È come dirigere i personaggi su un palcoscenico immaginario.
Infine, la gioia e la soddisfazione per aver realizzato un progetto narrativo.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
La storia è frutto della mia fantasia, ma la drammaticità del racconto nasce
purtroppo dalle croniche quotidiane, dai mass media che parlano delle troppe
vittime di violenze, maltrattamenti, di femminicidio.
Di madre uccise e di bambini, private dal sorriso e dall'amore della loro mamma.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Un’esigenza, un dovere verso tutte le donne vittime di abusi da parte dell'altro sesso che considera la donna un oggetto una sua proprietà.
La storia di Giulia vuole essere un messaggio di riscatto, di coraggio, non di arresa al dolore. La protagonista del mio romanzo ha trovato il coraggio e l'intelligenza di lottare per uscire da una situazione estrema e ricominciare una nuova vita e di trovare il vero amore.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo " L'incubo di un amore malato", non è stato difficile perché scaturisce dalla sintesi della storia stessa.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Io porterei con me " La Sacra Bibbia", perché è il libro della rivelazione della verità, della fede e della speranza, del cammino impervio della nostra vita.
 
6. Ebook o cartaceo?
Sì, l'ebook è il mezzo moderno di comunicazione ma non disdegno il cartaceo al quale sono particolarmente legata per il piacere tattile e olfattivo che mi comunica.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Il piacere di scrivere l'ho avvertito fin dall'adolescenza ma ho trovato solo adesso, nella maturità il coraggio di provare a realizzare il mio sogno e misurare le mie potenzialità di scrittrice.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Non ho un aneddoto da raccontare, ma credo che l'idea di scrivere questa storia sia nata da una forte spinta interiore per le troppe vittime di femminicidio, come quotidianamente apprendiamo impotenti ma con rabbia dalla cronica.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Ciò che provo nel vedere realizzato il mio manoscritto un’intima e personale gioia aver tra le mani il frutto di sacrifici, lunghe notti di lavoro.
È come una mia creatura, partorita dopo una lunga gestazione.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
È stata mia sorella, la mia unica sorella, che ha incoraggiata di provare a realizzare il mio sogno.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono favorevole, perché come l'ebook è un mezzo moderno di comunicazione.
 
 
 
 
 

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