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BookSprint Edizioni Blog

15 Gen
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Intervista all'autore - Daniele Marchi


1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono un uomo di 52 anni, semplice, leale, sincero e in cerca della Verità, della strada Maestra, della Luce di lavoro faccio la libera professione nel mondo dei computer. Vengo da una famiglia semplice, sono figlio unico e nato senza il padre, non l'ho mai conosciuto...


Sono cresciuto nelle strade, da solo, spensierato e sempre ricco di idee per giocare a mille avventure che potessero portarmi in altri mondi. Mia madre faceva l'infermiera, l'ospedale del paese di Camaiore nella provincia di Lucca è stata la mia seconda casa ed il mio parco giochi. La mia infanzia non è stata per niente semplice: spesso sono stato mal giudicato perché ritenuto uno sbandato... In realtà ero molto vivace, si è vero, ma ho sempre rigato dritto. Sono cresciuto assai in fretta per certi aspetti, la scuola non mi piaceva granché; infatti finite le scuole medie sono andato subito a lavorare, il mio primo lavoro è stato il marmista, poi intorno ai 17 anni ho acquistato il mio primo computer e da lì in poi è iniziata l'avventura dell'informatica. Qualche anno dopo ho ripreso a studiare andando avanti e oggi dopo svariati lavori intrapresi sono diventato a partire dal 2000 un informatico appassionato del suo lavoro.
Il mondo della scrittura è iniziato qualche anno fa, scrivevo i classici pensieri su un blocco a mano, ma niente di che. Poi nel 2014 ho incontrato un Padre Pietro e Padre Giuseppe che mi hanno aiutato a riemergere da una situazione personale, difficile... Questa esperienza ha accesso qualcosa che già sentivo ma che non riuscivo ad esprimere, pertanto ho iniziato a scrivere delle piccole storie sul mondo della spiritualità. Un giorno tramite un’amica conobbi una signora molto anziana di nome Isabella che leggendo le mie storie è rimasta molto colpita dal mio modo di esprimermi e mi ha fortemente incoraggiato a scrivere un libro e dopo circa 1 anno ho iniziato ed è nato "Dio la sa lunga".

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Di solito lo faccio di notte prima di andare a letto oppure al mare seduto.

su uno scoglio o su un muretto qualsiasi vicino all'acqua con un semplice taccuino con pagine bianche ed una semplice penna.

 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Paulo Coelho, Hermann Hesse.


 

4. Perché è nata la sua opera?
Avevo bisogno di raccontare un po' di me e della mia storia personale ed in particolare di quanto due sacerdoti mi hanno aiutato a riemergere.


 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Quanto basta. Mi piace scrivere e trasmettere emozioni forti, far vivere al lettore esperienze in cui si sente protagonista in qualche modo. Mi sento assai libero dalle convenzioni sociale e dalle regole (non sono anarchico) un ordine e una disciplina sono essenziali sia per se stessi che per la società. Prendo spunti qua e là da frasi che ho letto da autori diversi e a volte con una frase costruisco piccole storie o mi aiutano a dare il via a qualcosa che già era in me.


 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È un modo per raccontare la realtà. Ma di realtà c'è ne sono infinite. Ognuno di noi è una singola individualità e questo crea in lui una percezione del mondo diversa da quella di qualunque altro. Scrivendo cerco di descrivere e rappresentare il più possibile una realtà oggettiva che possa in qualche modo essere vissuta da chi la legge. Infine, si, è anche una fuga da se stessi dal proprio ego ordinario alla ricerca di nuovi spazi mentali e nuovi mondi...


 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molto direi. Ritengo che la verità è sempre la risposta giusta. Parlare di se stessi (senza scadere nel troppo egocentrismo) mettendo in scena i propri sentimenti credo sia una buona formula per coinvolgere il lettore.


 

8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì. Una signora molto anziana che leggendo i miei brevi racconti è rimasta colpita 
dal modo in cui descrivo i sentimenti. È stata lei a darmi tanta fiducia per buttarmi nel nuovo mondo!

 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Una signora (amica di famiglia e più grande rispetto a me) di nome Angela. Una persona con cui condivido molto, una sorella e consigliera a pieno titolo.


 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Purtroppo si. Ahimè la carta sparirà per molti, ma non per me! Leggere un libro VERO è una magia speciale che nessun dispositivo digitale può dare.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro lo ritengo molto innovativo al pari della radio quando ancora 
non c'era la TV e quindi si potevano sentire "spettacoli" radiofonici. Utile per le persone con problemi di vista e anziane. È qualcosa di vivo.

 

 

 

 

 

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Venerdì, 15 Gennaio 2021 | di @BookSprint Edizioni

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