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02 Gen
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Intervista all'autore - Aldo Lotito

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Di me vorrei non parlare anche perché non ci sarebbe molto da dire: una vita tutto sommato normale, come tutte le vite con alti e bassi, vittorie e fallimenti e alla fine molti rimpianti e infinite nostalgie. Non sono uno scrittore, ma un semplice estensore di pensieri e emozioni quando, bontà loro, inondano la mia mente.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Di solito la notte. A volte mi sveglio nel bel mezzo della nottata con una martellante idea in testa che non riesco a cacciare via se non dopo essermi seduto davanti al mio PC ed averla trasfusa in un file, grezza ma libera di volare ed evolversi.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Se per contemporaneo si intende di questo secolo Gianrico Carofiglio e da poco ho scoperto per la poesia Francesco Carofiglio.
Se poi guardo al secolo scorso i miei giganti sono John Fante, Charles Bukowski, Umberto Eco.
Se poi mi permettete di andare ancora più indietro nel tempo William Shakespeare per due sue opere che amo più di tutte quelle che ha scritto: "Amleto" e i Sonetti.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Semplicemente per dare forma e materia ad una ridda di emozioni, situazioni reali, sogni che da diversi anni affollavano la mia mente.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Più che il contesto sociale, parlerei di contesto familiare.
La passione per la lettura prima e più della scrittura, la formazione letteraria la devo ai miei genitori, colti e amanti viscerali della lettura.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me scrivere, quando mi sento ispirato, è evasione dalla realtà con una determinante componente della realtà stessa.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In quello che ho scritto c'è tutto di me: del mio io interiore nulla della materia di cui sono fatto.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Il costante ed indimenticato ricordo dei miei genitori.
Alla mia età il ricordo è dolore.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No. I libro cartaceo è e sarà sempre vivo in quanto è vita, materia, carne, sangue, anima.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non la conosco e francamente non mi interessa.
 
 
 
 

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