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24 Dic
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Intervista all'autore - Maurizio Stasi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Romano de Roma, durante la mia vita ho svolto molte attività lavorative, ufficiale dell'esercito mi sono congedato con il grado di capitano per accedere alla professione civile come caporeparto in un paio di ditte per poi terminare la mia attività in una società del Poligrafico dello Stato. Miei interessi sono stati l'arte e la letteratura senza trascurare la storia e l'archeologia (ho partecipato a numerose manifestazioni artistiche personali e collettive, scritto dieci libri prima di questo con oltre trecento articoli vari, svolto una settantina di conferenze di carattere storico e partecipato a tre anni di scavi archeologici in area etrusca). Ho cominciato a scrivere al liceo e da lì ho continuato senza interruzione fondando anche un foglio notizie "Il Pungiglione" che è attivo (saltuariamente) ancora adesso!
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non c'è un momento particolare, le sensazioni che suscitano il mio bisogno di scrivere si presentano improvvise, molte volte anche di notte, al risveglio. Mi alzo e scrivo perché poi quelle sensazioni con il risveglio sfumano e scompaiono. Alcune volte mi è capitato di sognarmelo il passo di un romanzo! No non c'è un momento particolare!
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Devo confessare che leggo pochissimo; preferisco leggere libri di tecnica o di storia, quasi mai romanzi o poesia. Se un autore mi viene a mente è Valerio Massimo Manfredi che considero autore di una letteratura di "evasione".
 
4. Perché è nata la sua opera?
La presente opera è frutto della mia curiosità e del bisogno del Sacro. La figura di Cristo mi ha sempre affascinato non tanto dal punto di vista sacro quanto da quello umano. Se devo dire per quanto tempo ho studiato questo personaggio devo risalire alla mia infanzia quando mi sono posto il problema della Trinità! Avevo dieci anni ed una risposta, all'epoca, me la sono data! La Trinità siamo noi! Siamo Padri in quanto siamo creatori di figli ed opere, Figli in quanto siamo stati generati da un padre e le nostre idee sono frutto di un sapere trasmessoci, Spirito Santo in quanto abbiamo la facoltà di procreare materialmente ma anche intellettualmente; in fin dei conti è nelle Scritture che siamo stati creati a Sua immagine e somiglianza! Da allora non ho mai cessato di pensare a quest'uomo e di dare spiegazioni "terrene" al suo operato!
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Immensamente! Sono convinto che tutto quello che siamo deriva da un vissuto. Se fossi nato in un altro contesto sociale sarei stato totalmente diverso!
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe le cose! Dipende dall'argomento trattato. Nel "Prontuario di lingua Etrusca" che ho scritto è stato un lavoro di evasione, un semplice appuntare testi epigrafici con la loro traduzione; nel libro "Operazione Zampa di Lepre" è stato un raccogliere le esperienze personali ed assemblarle assieme creando un romanzo; viceversa in altri testi come "Atlantide la verità" è stata una vera ricerca scientifica per raccontare una realtà misconosciuta. Ci sono poi i testi di poesia o di psicanalisi che non saprei definire ma forse più di evasione che altro!
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Ma non saprei dire. Forse, anzi senza dubbio, l'unico libro che parla di me è stato "Operazione zampa di lepre" perché per il 90% è la descrizione reale di quello che è stata la mia vita. Forse nei libri di poesie; gli altri sono saggi in cui preminente è la ricerca scientifica e storica!
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
No! Non c'è stato nessuno che sia stato preminente; appoggio morale si, e questa non è stata se non mia moglie che ha saputo appoggiarmi nei momenti duri della mia vita.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
L'ho regalato a mia figlia ma non credo che l'abbia letto!
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Mah! Non so! Vedremo come si sviluppa il futuro!
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che ci avviamo su questa strada ma la vedo molto triste, sono ancora legato ad un bel libro da gustare all'ombra di un bell'albero, in santa pace!
 
 
 
 
 

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