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19 Nov
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Intervista all'autore - Filos Hope

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Nato e residente in Italia, sono di professione un medico. Fin da ragazzo ho amato molto leggere e di conseguenza scrivere le impressioni e le emozioni che ne derivavano.
Questo libro in particolare, rappresenta il passaggio da una saggistica scientifica e storica delle mie precedenti pubblicazioni, che mi ha impegnato per buona parte della vita, alla scioltezza e libertà della narrativa che finalmente ha dato spazio alla fantasia ed alla spregiudicatezza dei miei sentimenti più profondi.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non v'è un momento particolare della giornata per scrivere, tale momento è solo una fortunata combinazione di spazi temporali liberi ed improvvise ispirazioni.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Dino Buzzati.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Ho desiderato sperimentare un modo più fantasioso, brillante e libero di scrivere.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Per ogni individuo, il contesto sociale passato e presente influisce caratterialmente, nello specifico quindi, anche nella formazione letteraria di un Autore.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
A volte è fantasia, quindi evasione dalla realtà, a volte è fatto, quindi descrizione della realtà, altre volte felice connubio!
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Ogni Autore trasporta sempre nelle sue opere esperienze o parti di esperienze dirette od indirette che lo hanno toccato, senza che ciò rappresenti necessariamente un diario dei propri accadimenti.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Con humor, vorrei rispondere, tutti i personaggi immaginati nel mio racconto!
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ad un caro e da me stimato amico, chiedendogli un parere sulla novità e validità dei contenuti, nonché sulla modalità e lo stile del mio modo di scrivere.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Per le giovani generazioni della nostra epoca, certamente Sì!
L'abitudine dei giovani a trarre principalmente le notizie dallo schermo, unitamente ai vantaggi dell'immagazzinamento di una loro grande quantità, nonché alla praticità del trasporto ed ai costi di acquisto ridotti quasi ad un terzo, farà predominare con il tempo l'uso della letteratura in digitale.
Tuttavia, per chi ama l'immediata, concreta bellezza ed attrattiva di una copertina e l'unicità del cartaceo, il libro stampato troverà sempre un suo spazio intoccabile nel cuore e nella biblioteca di chi lo legge.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Molto interessante e futuribile, ma per il momento rivolto a limitate categorie quali i non vedenti o gli ipovedenti.
In un futuro molto prossimo, però, considerato che, almeno apparentemente, si fa più fatica a leggere che ad udire, penso diventerà simile alla radio. Presumibilmente infatti, in molti, dopo avere scelto l'argomento preferito, li potranno ascoltare durante i loro quotidiani impegni domestici e non.
Allora la sfida soprattutto commerciale, sarà tra gli audiolibri e gli e-book e secondo me, valutando la pigrizia delle nuove generazioni, la vinceranno gli audiolibri!
 
 
 
 

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