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18 Nov
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Intervista all'autore - Martina Lo Bue

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è come liberarsi: come avere un conato di fantasia e doverlo rigettare al mondo codificato e ricodificato dall’arte in ogni sua forma. Di fatto io dipingo, faccio foto e video per me l'arte è una forma di sfogo ma anche un modo per mostrare al mondo i miei problemi brutti ma almeno bene agghindati, ciò lo rende migliore sia per me che per gli altri.
Scrivere mi dà piacere e mi compiace, insomma mi rende felice e amabile in più non penso alla mia vita o al mio passato.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Questo libro parla di me e della mia realtà di ogni giorno tra quei versi c’è la mia vita più intima e la confido al mondo aprendomi completamente e mostrare, cosi, il mio vero volto al mondo e credere che la prima impressione non è quella che conta.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Questa è la mia prima opera completata quindi, grande traguardo a 29 per me. Una stupidaggine per tutti ma un vero obbiettivo, il primo per me, portato a termine e la soddisfazione è grande quando tutti mi chiedono il secondo libro perché il primo è piaciuto molto.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è l'ultimo dei miei problemi ho scelto "Warning" perché` come parola mi rappresenta anche se era meglio restare sulla nostra bellissima lingua italiano ci ho pensato e ho deciso di deturparla e di metterlo in inglese è anche un po’ una provocazione.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Con me vorrei Moravia e la Alda Merini.
Entrambi ottimi scrittori, Alda mi rappresenta perché io ho avuto e ho tutt'ora problemi psichiatrici più o meno gravi, non che li aveva anche la Alda Merini, ma la sento come me: una donna provocatoria e intelligente.
Moravia mi piacerebbe poterlo conoscere è molto simpatico e ci metterei la firma a stare su un’isola con lui.
 
6. Ebook o cartaceo?
Io preferisco migliaia di volte il cartaceo.
Amo sfogliare le pagine e sentirne il profumo, soprattutto quelli usati.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Da che ricordo amavo l'arte soprattutto scrivere fiabe e disegnare. Avevo già scritto un quaderno di frasi in prima elementare e poi sono arrivate le poesie che mi hanno conquistata.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro nasce dall'odio e la disperazione per finire in una rinascita e conoscenza di sé.
Voglio poter aiutare chi come me ha problemi o è tossicodipendente come lo sono stata io per 11anni.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Provo migliaia di emozioni fantastiche, credetemi io mi facevo di eroina in vena e per me è più forte l'emozione che mi dà finire le mie opere che andare a usare sostanze.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia mamma e il mio compagno.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Utile ma da compensare col cartaceo, ma per far veloce a leggerlo si fa prima con audiolibro, lo puoi scaricare da Internet e averlo anche la notte.
 
 
 
 
 

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