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BookSprint Edizioni Blog

28 Ott
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Intervista all'autore - Costantino Sanna

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato ad Olmedo in provincia di Sassari, nella Nurra e qui ho abitato fino all'età di sette anni.
La mia famiglia si è poi trasferita a pochi chilometri di distanza, nella borgata di Tottubella dove risiedo tutt'ora.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Io sono del parere che non bisogna consigliare nessun tipo di libro ad un ragazzo per evitare di condizionare o comunque indirizzare la sua mente, perché preferire una lettura piuttosto che un'altra, deve essere il frutto di una propria scelta, di una propria curiosità.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Credo che non esista più il romanticismo, ma il romanticismo dell'immaginario.
Stiamo andando verso il consumismo della mente in un mondo virtuale che tende a spegnere le emozioni e che è completamente diverso da quello vissuto dalla mia generazione. Non si legge solo con gli occhi. C'è il piacere di sfogliare le pagine prima e durante la lettura, l'odore del libro fresco di stampa, una dedica scritta a mano nella prima pagina, aprire un libro è come cogliere l'anima delle cose.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
È un amore ponderato, ponderato a lungo, almeno nel mio caso. Quando scrivo, è perché qualcosa mi si manifesta dentro, a volte piano piano, altre volte in maniera più decisa ma è un fondamento ben radicato in me e questo amore mi porta ad esprimere e sviluppare concetti che posso far riflettere, oppure incuriosire, stimolare o anche deludere, perché no.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Sono stato stimolato da presenze e situazioni capitate nella mia vita che ho sentito il bisogno di condividere.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Ho cercato di descrivere gli effetti di questa devastante malattia, che ormai colpisce quasi cinquanta milioni di persone nel mondo, non solo per quello che ci è dato di vedere ma anche attraverso le sensazioni che immagino possa provare chi viene derubato dei suoi ricordi perdendo progressivamente la memoria e la lucidità, venendo praticamente ucciso pur restando in vita. Magari anche stimolare a sforzarsi di capire se queste persone cercano una forma di comunicazione che noi non siamo ancora in grado di comprendere.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ne ho preso coscienza nel corso della vita quando ho sentito la necessità di esternare i miei pensieri. Quando inizio a scrivere una storia, non so mai dove questo mi porterà perché arrivato ad un certo punto non sono più io che immagino, ma sono i personaggi stessi che mi raccontano la loro storia, ed io semplicemente, do loro la possibilità di essere ascoltati.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
No, non ho episodi particolari legati alla nascita di questo libro, tranne che ha dato origine ad una bella collaborazione.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, non ci ho mai pensato, anche perché questo romanzo l'ho scritto di getto nel giro di pochissimo tempo.
Avrei anche potuto prolungare la storia, ma era così grande la sofferenza che subivo nel raccontare che ho voluto evitare di prolungare sia il mio travaglio che quello dei personaggi.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Non ho un autore del passato preferito, mi piace leggere ma riconosco la mia incapacità nel giudicare il valore degli altri. Non vorrei peccare di presunzione ma nel momento in cui finisco di leggere un libro è capitato a volte di accorgermi che non aveva portato alcuna forma di mio accrescimento, anzi trovavo scontato quello che avevo letto.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
So che sarà la nuova frontiera dell'editoria, ma ribadisco la mia opinione che è la stessa che avevo espresso nei riguardi dell'ebook.
 
 
 
 
 

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