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BookSprint Edizioni Blog

15 Ott
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Intervista all'autore - Alessandro Pagni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Beh, io sono un semplice ragazzo ventenne di Prato che fin da piccolo ha nutrito una profonda passione per le materie umanistiche come storia ed infine anche Letteratura, soprattutto italiana. Grazie ad essa ho deciso di affrontare il tanto "temuto" Liceo Classico (Cicognini-Rodari di via Baldanzi a Prato, dove studiò il grande scrittore decadentista Gabriele D'Annunzio).
Devo dire la verità, in molti mi hanno vivamente sconsigliato questa strada, compresi i miei genitori, a causa delle numerose difficoltà che "offre", però sapevo fin da subito che era la strada giusta per la mia vita, ne ero fortemente convinto, così decisi di non ascoltare tutte quelle voci. Mi ricordo che all'ultimo anno della scuola media, quando ognuno di noi doveva esprimere la propria scelta delle Superiori, la nostra professoressa di italiano e storia, per me una seconda mamma, disse che non avevo le potenzialità di un allievo da Classico, che non "valevo" da studente di un Classico e questo segnò molto il mio carattere. Dopo aver concluso il mio percorso al Liceo, con punteggio complessivo di 80 su 100, e ripensando a lei, mi scappa sempre un dolce sorriso...
Al Cicognini, poi, non è sempre stato tutto "rose e fiori", anzi... In tutti i miei cinque anni complessivi ho ricevuto tante "batoste", tanti quattro, ma presi anche un bel due a Letteratura greca. Nel mio percorso classico di crescita ho incontrato una professoressa che con la sua durezza scolastica riuscì a farmi comprendere il vero significato del lavoro, della fatica dello studio, ma soprattutto l'amore per il Latino, per il Greco e per la Letteratura italiana e per questo le sarò sempre grato, anche se il suo esser severo mi costò tanto.
Per quanto riguarda la mia decisione di diventare scrittore, è iniziato tutto grazie a due sogni particolari, come delle esortazioni ad intraprendere questa strada. In molti mi considerano un pazzo per questi, lo so, ma io credo veramente in quello che ho sognato e in approvazione dei miei due sogni c'è un concorso di poesia, in cui sono arrivato tra i 22 vincitori su 5000 partecipanti della casa editrice di Roma, Laura Capone Editore.
Purtroppo non voglio e non posso descrivere quei miei sogni, è una cosa privata, però posso dire che sono stati veramente significativi per la mia "vita" da scrittore.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non c'è un vero momento preciso della giornata che dedico alla scrittura. In realtà quando sento la classica "ispirazione poetica" mi metto subito a scrivere, anche se sono in bagno. Molte volte mi è capitato che nel bel mezzo di una bella discussione con un familiare, con un amico o con un semplice conoscente, mi fermo o lo fermo immediatamente e scrivo quello che ho provato dentro il mio cuore. In effetti, quando scrivo, non sono io che penso quelle cose, ma sono semplicemente un tramite con una mistica entità, il portavoce della Volpe di Fuoco.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Umberto Saba, lo amo con tutto il mio cuore per la sua vita familiare travagliata, molto simile alla mia e per il suo carattere (padre assente nella vita del poeta, madre "assillante" e "dura" nei suoi confronti, difficoltà interiori e il suo esser introverso, ma allo stesso tempo legato alla sua città natia, nel mio caso Prato).
 
4. Perché è nata la sua opera?
Questa raccolta di poesie è nata grazie ai due "famosi" sogni, però vuole "presentarsi" con più facce: con questa opera voglio affacciarmi al mondo, dire chi sono veramente, ma essa è anche un biglietto da visita a tutti coloro che leggeranno le mie poesie, sperando che siano gradite, quindi un banco di prova nei miei confronti.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Nelle mie poesie si nota molto la mia vita, le mie situazioni private e quello che penso di tanti fatti che mi vedono protagonista o che semplicemente vedo con i miei occhi. Ecco, il contesto sociale, quindi, ha influito nella mia formazione letteraria e anche negli scritti, però, è assai importante la sfera privata della mia vita, non tanto quello che mi capita intorno. Cerco sempre di farci poco caso e di pensare a me stesso.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere per me è sia un modo per raccontare la realtà, vista con i "miei occhi", ma soprattutto è una evasione dalla realtà. In questa società, purtroppo, non mi sento a mio agio, come tanti miei coetanei. Sì amo il calcio come tanti ragazzi, vivo il mio tempo, esco con i miei amici, tuttavia non mi sento parte di questo secolo: lo studio dei pensieri e delle vite dei grandi scrittori del passato ha fatto sorgere in me il forte desiderio e la consapevolezza di non essere adatto a questa società, bensì a quella antica. Spesso, infatti, mi è capitato di pensare di esser nato nel periodo sbagliato.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tanto, anche se non smetterò mai di ripetere che i miei scritti non provengono dalla mia mente, ma dalla mia "Musa", cioè la Volpe di Fuoco.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Uno in particolare no, però devo ringraziare tante persone che sono state importanti nel mio percorso di crescita: dalla professoressa della scola media a quella del Liceo, fino ad arrivare ai miei amici e familiari.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Inizialmente tutte le poesie che scrivo vengono lette da due persone a me care: ad una nostra amica che per anni mi ha fatto ripetizioni di Latino e Greco, anche lei una seconda mamma e ad un mio grande amico.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sfortunatamente non vedo tanti ragazzi che leggono, quindi ogni mezzo per la lettura è sempre ben apprezzato, poi stiamo entrando nel mondo della tecnologia, tanto amata da futuristi, dai giovani e dal grande filosofo inglese Francesco Bacone, quindi sì, l'ebook è la nuova frontiera della Letteratura, ma io amerò per sempre l'inconfondibile profumo delle pagine di un libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ripeto, ogni mezzo per la lettura è sempre ben apprezzato, però io sono per il possesso di un libro, anche se vecchio, rimarrà per sempre nelle tue mani. Con il libro puoi toccare le pagine, i pensieri, la vita e le emozioni dello scrittore, puoi rivivere ogni suo attimo. Con il libro è come se sentissi la presenza dell'autore accanto che ti parla, che ti accompagna nel suo mondo. Il libro è un prezioso forziere che racchiude l'anima dello scrittore.
 
 
 
 
 

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Giovedì, 15 Ottobre 2020 | di @BookSprint Edizioni

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