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14 Ott
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Intervista all'autore - Mario Alberto Agugiaro

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Nella vita quotidiana sono un medico consegnato ahimè ormai alla pensione. Ho sempre coltivato un profondo amore per l’arte, per la pittura in particolare che ho praticato e pratico anche a livello professionale. Ho scritto articoli su riviste come giornalista e, come tutti gli italiani, anche poesie che ho raccolto e pubblicato. Sono al mio quinto libro di cui tre come romanzi e due come saggi.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La mattina all'alba... o anche prima. Il momento della calma e del silenzio.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Alvaro Mutis.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Questa ultima opera è nata dall'amore profondo per un pittore che nella sua lunga e concitata vita fatta di eccessi e deprecabili atteggiamenti privati riesce a costruire una nuova anima attraverso la sofferenza generata da una grave malattia. Un percorso che lo purifica e lo ravvicina ad una comprensione diversa dello scopo della vita.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Non avrei potuto scrivere questo libro se non fossi un pittore e soprattutto un appassionato di arte. Le sensazioni descritte sul libro sono le mie quando sono davanti ad una tela.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere questo libro in modo particolare è stata una esperienza entusiasmante. Calarsi nella vita di un pittore e sforzarsi di percepire le sensazioni artistiche e soprattutto umane che l'hanno caratterizzato in una vita che sicuramente valeva la pena di essere vissuta. Le situazioni descritte e la storia raccontata ripercorre per grandi linee la carriera di Goya ma io ho cercato di renderle attuali e personali in un immaginario racconto di memorie tenuto dall'artista.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto me stesso. È la mia anima di pittore che si fonde con quella di Goya. Ho vissuto davanti ai suoi quadri come se fossero stati i miei. Li ho sempre sentiti vicini ed è stata un'esperienza entusiasmante sentirsi il grande aragonese per moltissimi mesi. Come artista l'ho sempre amato, come uomo ho imparato a farlo entrando nella sua vita privata.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno. Il rapporto con questo pittore è sempre stato talmente viscerale e personale da non permettere interferenze.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ai miei figli e ad una mia amica con cui condividevo la profonda conoscenza di Goya. Mi ha detto: non so se Goya è stato veramente così ma questo sei veramente tu. L'ho preso per un complimento senza esserne completamente sicuro.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
In modo parziale. La magia del libro fatto di fogli di carta da girare con le dita e di pagine da ricordare con un segnalino è insostituibile.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Stesso discorso ma la voce narrante può essere un elemento di suggestione in più.
 
 
 
 
 

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