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11 Set
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Intervista all'autore - Francesco Caturano

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me lo scrivere non voglio dire che sia tutto ma è una parte di me che non conoscevo molto bene e che sto sviluppando in maniera approfondita solo ultimamente è un modo per dare sfogo alla mia fantasia, mi lascia delle emozioni e sensazioni che non saprei descrivere anche perché sono un ragazzo che ha difficoltà nel provarle ma so dire solo che dopo aver scritto mi sento entusiasta anche perché appena poggio la penna su carta mi viene così naturale scrivere che non ho bisogno di stare lì a pensare e ragionare e questa cosa mi fa stare bene.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Della mia vita reale in questo libro c'è pochissimo solo qualche nome di qualche parente o un paio di avvenimenti realmente accaduti durante la morte di mia nonna
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me ha significato molto sia personalmente perché ho conosciuto un’altra parte di me ma anche perché ho voluto dare uno schiaffo morale a chi mi ha sempre ritenuto incapace nella vita.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Diciamo che c'è stato uno scambio di idee con la persona che mi ha fatto da supervisore la prima volta ma sono senza ancora tuttora un po’ indeciso con la scelta.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Non vorrei nessun libro e nessun scrittore ma solo me stesso come scrittore anche se emergente, credo che l’isola deserta mi aiuterebbe a dar più sfogo alla mia fantasia nello scrivere poesie o qualche altro libro.
 
6. Ebook o cartaceo?
In realtà non saprei rispondere perché non ci vedo tanta differenza a mia opinione.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Io ho iniziato nel 2013 con lo scrivere un paio di canzoni neomelodiche e qualche filastrocca per bambini il perché non saprei tanto spiegarlo, forse perché allora ero ospite in una struttura per minori ed era un mio sfogo per evitare la rabbia e sentirmi sereno.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L’idea del libro nasce quando un po’ più tardi, fui ospite nello stesso anno in una struttura sempre per minori situata in Puglia con precisione a Latiano mentre ero ospite lì venne a lavorare come educatore un ragazzo di nome Alessandro il quale era anche un insegnante di Italiano e ricordo che fui proprio io a chiedergli di darmi una mano con la supervisore. Forse vidi in lui una speranza per ingrandire ciò che avevo iniziato mesi prima con l’inizio dello scrivere canzoni e poesie.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È una bella sensazione perché vedi che le idee che hai in testa messe insieme stanno diventando un racconto che può piacere anche a chi lo legge con la possibilità di trasmettere in lui emozioni e sensazioni.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona a parte il supervisore ora non ricordo bene ma fu una donna che faceva parte dello staff della struttura non ti so dire il ruolo perché non ricordo bene chi fosse.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo che sia una bellissima idea anche per chi per sfortuna ha qualche handicap... Tipo qualcuno o cieco o paralitico con la passione per la scrittura. Ci sono molte persone con questi problemi che cercano un proprio rifugio anche nel solo leggere un racconto lasciando le loro sensazioni che possono aiutarli anche per un momento a non pensare allo stato in cui si trovano.
 
 
 
 
 

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Venerdì, 11 Settembre 2020 | di @BookSprint Edizioni

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