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27 Ago
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Intervista all'autore - Ilaria Benedetta

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Salve a tutti, mi chiamo Ilaria, ho 31 anni e sono di Pescara. Nella vita sono commessa in un centro commerciale ma sono una vera ed eterna sognatrice. Amo viaggiare concretamente appena possibile ma soprattutto adoro volare con la mente, tra virtù, ideali e desideri. Ho deciso di iniziare a palesare i miei pensieri dopo l'ennesima delusione d'amore. Vivo, Amo e Sorrido di tutto ciò che mi accade anche se talvolta le avversità mi hanno messa alla prova. Non ambisco ad essere la più appagata del cimitero pertanto godo dell'oggi e di ogni istante che la vita mi possa regalare.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Ogni mattina mi tuffo su Instagram tra immagini salienti di paesaggi incontaminati che riflettano il mio vissuto, dunque scrivo nitidamente ciò che mi sussurra il cuore.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Roberto Emanuelli senza dubbio è lo scrittore che ha scaturito maggiormente questa mia vocazione. Con la sua indole artistica per la musica e la scrittura ha risvegliato questa mia passione, archiviata dal ritmo frenetico che la vita ci impone.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera nasce dalla voglia di donare un messaggio positivo alle persone le quali sono state tradite, umiliate, ingannate in nome dell'amore non autentico, in nome di un frutto di opportunismo e falsità.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Sono diplomata da 12 anni e non ho proseguito gli studi in quanto ho immediatamente avuto un riscontro professionale dunque se ho scelto di scrivere è perché voglio avvicinarmi concretamente a tutti. Il contesto sociale incide decisamente sul mio vissuto. Se non ci fossero stati i social che mi avrebbero concesso di coronare questo sogno, avrei continuato a scrivere nel mio diario segreto a vita.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un modo per raccontare la realtà, oggettivamente ponendosi ad una distanza tale, da comprendere che tutto va vissuto intensamente, senza costrizione alcuna, in quanto siamo tutti liberi di agire e/o fare ma allo stesso tempo siamo legati da quel filo indissolubile che viene a mancare quando il rispetto viene cestinato.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto e niente.
Tutta la mia biografia. Tutti i miei pensieri. Tutto ciò che ho deciso di condividere con chi ne volesse far parte.
Niente invidia, niente gelosia, niente falsità. Nuda e cruda, semplicemente io.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mio nonno. A lui ho dedicato un capitolo del mio libro. Lui è stato l'unico uomo che mi abbia mai amato così forte nella mia vita. L'unico uomo che credeva in me. Ci credeva davvero tanto che il nostro amore, seppur quello terreno sia da poco terminato, non finirà mai.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia madre. Quando la BookSprint accettò il mio progetto piansi per mezz'ora almeno. Non mi sembrava vero che una casa editrice potesse riporre fiducia in una comune commessa come me ma soprattutto che volesse investire su una donna che è stata provata da quel sentimento che nutre le nostre vite.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Nulla sostituisce un libro cartaceo. Personalmente io lo preferisco, ma senz'altro l'ebook è una nuova tendenza che andrà pian piano evolvendosi. Siamo una costante evoluzione.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro consente una vera e propria full immersion tra sogni e realtà. Credo vivamente che questa frontiera possa avere dei riscontri ottimali. Su un divano ad occhi spenti nuoto su nuvole accese in prosa, divino non crede?
 
 
 
 
 

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Giovedì, 27 Agosto 2020 | di @BookSprint Edizioni

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