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BookSprint Edizioni Blog

26 Ago
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Intervista all'autore - Chiarastella Pagliafora

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è un viaggio; è un viaggio in se stessi, attraverso le esperienze vissute, i propri sentimenti.
Nel contempo per me è stata una salvezza quando in un determinato periodo della mia vita ero molto chiusa in me stessa e così gettavo i sentimenti su carta.
 
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo libro è presente quasi tutta la mia vita; non sono assolutamente una donna vissuta, anzi, non sono neanche a metà del percorso, ma in questo libro c’è gran parte di ciò che ho provato.
 
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me scrivere quest’opera ha significato innanzitutto prendere coraggio; sono sempre stata una persona timida e non ero solita far leggere le mie parole a coloro che mi circondavano.
Inoltre per me rappresenta una rivincita per tutte quelle persone che non mi ritenevano all’altezza di poter realizzare qualcosa di così “grande” per me.
 
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
È stato abbastanza difficile scegliere il titolo, ero molto combattuta poiché già di mio sono una persona molto indecisa...ma “Galassie di Parole” mi è sembrato il più adatto perché sole galassie sono infinite così come lo sono le combinazioni che si possono creare con le parole, e così come sono infinite le emozioni.
 
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
In un’ipotetica isola deserta vorrei con me svariati scrittori, ma sono due in particolare quelli che vorrei e fra cui non saprei scegliere: Alda Merini e Umberto Saba.
Sono per me due cime, due ideali di persone, di poeti, che con le loro parole mi hanno sempre trasportata altrove e mi hanno fatta emozionare ad ogni lettura.
 
 
6. Ebook o cartaceo?
Io sono per il cartaceo: amo l’odore dei libri, amo ricordare quando e dove li ho letti, amo toccare la carta, viverli, annotare delle osservazioni o frasi che mi ispirano particolarmente.
L’ebook è comodo, ma a mio modesto parere non mi darà le emozioni delle parole scritte su carta.
 
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho deciso di intraprendere questa carriera quando ho capito di essere innamorata delle parole.
Amo parlare, spesso mi dicono che sono logorroica, ma io proprio non posso farne a meno, ma quando le persone non mi vogliono ascoltare, un foglio bianco è la compagnia più grande che possa avere.
 
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L’idea di questo libro è nata quando ho permesso a delle persone molto vicine di leggere le mie parole.
Mi hanno incoraggiato dicendo che forse le mie parole avrebbero potuto aiutare o arrivare a qualcuno.
Ho preso coraggio ed ho mandato il manoscritto; ricordo che dopo averlo fatto mandai un messaggio al mio ragazzo dicendo “amo, sei proprio sicuro che non si può cancellare un’e-mail,vero?” .
Ero nervosissima all’idea che qualcuno leggesse quelle parole che tanto avevo conservato gelosamente, ma ad oggi è stata la mia soddisfazione più grande.
 
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un’emozione indescrivibile; vedere il proprio sogno diventare realtà sapere che qualcuno prima o poi leggerà quelle parole...beh è difficile da spiegare; ci sono tante emozioni contrastanti, ma ti fa sentire viva.
E in questo periodo particolare che stiamo vivendo, provare delle emozioni così forti fa capire effettivamente che ciò che hai fatto ha un senso.
 
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ha letto il mio libro è stato il mio ragazzo e se tornassi indietro nel tempo, lo farei rileggere sempre e solo a lui... so che sembrerà banale, ma la parte “amore” che è nella raccolta è tutta dedicata a lui, ed è l’unica persona a cui permetto di leggere ciò che scrivo perché so che mi dirà davvero ciò che pensa e non ciò che vorrei sentirmi dire.
E mi sprona sempre a fare del mio meglio.
 
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia una cosa molto utile l’audiolibro, e questo perché oggi la mia generazione ha molta difficoltà a leggere; si preferisce una serie, un film, ascoltare musica, stare sui social.
L’audiolibro è un punto di incontro, così come trovo utile anche i podcast, che stanno avendo molto successo.
Inoltre è un’opportunità per poter permettere anche alle persone che hanno difficoltà a leggere, o alle persone più in là con l’età di poter godere sempre del piacere di poter leggere un libro, anche quando ci sono impedienti fisici.
 

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