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16 Lug
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Intervista all'autore - Giulia Mastrocicco

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Mi chiamo Giulia Mastrocicco, ho 22 e sono di Aprilia, in provincia di Latina. Sono al terzo anno di università, iscritta alla facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza, a Roma.
Non è stata proprio una decisione quella di diventare una scrittrice. Avevo forse 15 anni quando ho deciso di diventarlo. Dopo che ho letto "Innamorata di un angelo" di Federica Bosco. Ma è stato anche un dimostrare a me stessa e agli altri che valgo qualcosa.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Mi dedico alla scrittura un pezzettino nel pomeriggio, e la sera.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
E. L. James, scrittrice di “Cinquanta Sfumature di Grigio” (ho adorato quella trilogia).
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata così totalmente a caso. Volevo scrivere qualcosa di diverso e attuale. Ho incominciato a scriverla quando ero in Erasmus, in Spagna. Mi piaceva l'idea di raffigurare la società di oggi, mettendoci i problemi che affliggono molti giovani che si sentono diversi.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Direi abbastanza.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Come dico sempre: "Scrivere è come vivere in un mondo parallelo". È come se per un attimo non fossi più io, "Giulia Mastrocicco", ma la protagonista del romanzo.
Poi si sa che a volte le parole scritte su carta lasciano di più il senso rispetto a quelle parlate.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Assolutamente nulla. Non sono solita mettere nulla di me nelle mie protagoniste.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A nessuno. Sono molto gelosa delle mie cose.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Se devo essere sincera, io spero proprio di no. Io sono anti-ebook.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia una nuova possibilità per le persone non vedenti. Ma non solo. Anche per quelle persone che magari rientrano tardi dal lavoro, stanche e non hanno voglia di mettersi a leggere, così se lo fanno leggere da qualcun altro.
 

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