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10 Giu
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Intervista all'autore - Giuseppe Guerra

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Abito in un paesino sul Gargano, che si adagia su più colline di oliveti e macchie mediterranee, a pochi chilometri da un mare incontaminato con coste meravigliose.
Ho lasciato le scuole a undici anni di mia spontanea volontà, lavorando come contadino fino a quindici anni. Mi innamorai per la prima volta e scrissi una poesia d'amore e mi accorsi di avere una vena poetica, frequentai le scuole serali e mi presi la terza media. Poi presi a lavorare come apprendista muratore, diventando a diciotto anni un buon mastro.
Con l'aiuto dei miei genitori e i miei risparmi, comprai una casa, partii per la Germania per potermela finire di pagare.
Preso lavoro in una fabbrica di occhiali i guadagni erano il doppio rispetto a quelli dell'Italia, imparai subito il tedesco, il francese e l'inglese. Frequentai poi la scuola industriale, mi presi il diploma di perito tecnico.
Incominciai a scrivere poesie tedesche e canzonette, poi feci un corso di paroliere, incominciai a leggere due volumi di Federico Garcia Lorca di poesie in spagnolo, in italiano e un altro libro di poesie di Irmgart Wolter oltre a poesie di diversi poeti come Dante, Zola, Voltaire, Moliere, Shakespeare e tanti altri. Nelle loro poesie mi immergevo come un pesce, e con la mia fantasia scrivevo, continuamente. Dopo vent'anni di Germania un mese prima che tornassi scrissi il primo libro in tedesco, raccontando l'evoluzione industriale e culturale, di quei venti anni raccontando l’accoglienza e l’affetto che ebbi dalle famiglie tedesche. Tornato in Italia nel mio paesino ho voluto adattarmi con la mia cultura al progresso arretrato, rimanendo me stesso facendo diversi lavori come il muratore, l’imbianchino, il bagnino e in fine il pescatore, come sapete, ho scritto un libro (Il principe cane il pescatore poesie e canti, nato proprio sul molo.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non ci sono momenti specifici, per scrivere, scrivere un libro è un compito preso e da svolgere come ogni lavoro che ognuno deve fare per portarlo a termine.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
In tutti gli libri che leggo mi ci immergo dentro, raffigurandomi me stesso.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia prima opera è nata con coincidenza sul molo del porto "Il principe cane" e "Il libro di noi tutti" da un racconto di mia moglie, in cui mi dice di aver visto un angioletto nella sala mortuaria con un occhio un po’ aperto che le diceva “Prendimi, portami con te” e io sentendo dei brividi, dissi subito: “Ferma !! ho il libro nelle mani”. E così lo scrissi, con l'aiuto di quel qualcuno, che mi guida da lassù.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La mia formazione letteraria non è un gran che, ma come basa ho l'educazione, l'amore, l'affetto, le buone maniere, mi so adattare a tutte le situazioni, mi definisco come un camaleonte.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere non è una evasione dalla realtà, è al contrario, un impegno che si prende uno scrittore per spiegare cose di ogni genere, quella è la realtà, come qualsiasi problema che ogni uno di noi affronta giornalmente.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Qualche mio ricordo, la mia buona fede, l'orgoglio, me stesso, la mia fantasia, le mie poesie, le mie canzoni, il mio saper gestire.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutto nacque in un attimo, da quelle poche parole che mi raccontò mia moglie, di un angioletto, deceduta che voleva andarsene con lei.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ai miei amici di Facebook in tanto, in tanto, li mandava qualche capitolo, con qualche poesia e canzone.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io non posso decidere perché non ho dati, ma ogni iniziativa che promuova qualsiasi innovazione va bene.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono rappresentazioni che danno lavoro a chi le promuove, e soddisfazione a chi vuole rilassarsi ascoltando una buona lettura.
 
 
 
 
 

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Mercoledì, 10 Giugno 2020 | di @BookSprint Edizioni

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