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04 Giu
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Intervista all'autore - Rosalba Della Corte

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Mi chiamo Rosalba, ho 24 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Caserta, Casal di Principe. Ho sempre avuto una passione prorompente per il mondo umanistico e la letteratura e nel 2018 ho raggiunto uno dei miei primi obiettivi laureandomi in Filologia moderna. Mi definisco una persona molto emotiva ed uno dei miei principali pregi, che un tempo avrei definito difetto, è l'empatia. Ultimamente, contro ogni mia aspettativa, mi sono scoperta determinata e forte nel prendere le mie decisioni anche se non posso ancora definirmi una persona del tutto positiva.
Sogno di diventare una scrittrice praticamente da sempre, sono innamorata delle parole e di tutto quello che, messe assieme, possono suscitare emotivamente, dato che sono anche una lettrice accanita. Mi sono accorta che stava per nascere il mio romanzo quando ormai ero a più della metà della storia, quello che è cominciato come un semplice gioco alla fine è diventato un vero e proprio progetto in cui ho deciso di credere con tutta me stessa. Il mio secondo sogno, oltre a scrivere, è quello di diventare un'insegnante.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
In realtà mi piace dedicare alla scrittura qualsiasi momento libero, appena posso provo ad azzerare le mie preoccupazioni e mi soffermo soltanto su quello che vorrei comunicare. A mio parere le passioni sono tutto quello che ci permettono di staccare la spina e di farci stare bene quindi bisogna coltivarle il più possibile. Però se devo scegliere un momento preciso durante tutto l'arco del giorno è sicuramente quello della sera, quando ho più tempo libero e riesco finalmente a ritrovare me stessa e a concentrarmi in tutta tranquillità.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
È davvero difficile sceglierne soltanto uno. Inutile dire che il mio genere preferito in assoluto è il Fantasy, amo immergermi in storie fantastiche che mi permettono di sognare e stendere un velo sulla realtà che mi circonda. Tra i miei autori preferiti ci sono di sicuro Licia Troisi e Michael Ende che mi hanno mostrato per la prima volta il mondo d'invenzione con i loro meravigliosi racconti. Ma non posso non includere anche Cecilia Randall (mi sono completamente innamorata della sua saga "Hyperversum"), Stephen King, Christopher Paolini, J.R.R. Tolkien, Cassandra Clare, Lauren Kate.
 
4. Perché è nata la sua opera?
“Beyond the eyelid” è nata quando mi sono resa conto che leggere, nonostante mi appassionasse tantissimo, non mi bastava più. Ho sentito dentro di me il bisogno di voler raccontare una storia tutta mia, che permettesse agli altri di entrare a far parte di un mondo nuovo in cui poter approdare quando i pesi della vita reale diventano insostenibili. Quindi diciamo che lo scopo principale per il quale è nata la mia opera è quello di appassionare e permettere a chiunque voglia leggerla di alleggerire almeno per un po' le proprie giornate, provando in parte quello che ho provato io nello scriverla.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Personalmente devo dire che ha influito davvero molto. Tutto ciò che ho vissuto, la società a volte anche pregiudizievole in cui mi sono ritrovata a vivere e che mi sorprendo a scorgere ancora tutt'oggi ha contribuito a rendermi più determinata e a cambiarmi.
Sono riuscita ad isolare positivamente i miei obiettivi, nonostante quest'ultimi sono stati spesso considerati "impossibili" o "cosa passata". A mio parere bisogna imparare a distinguere cosa è importante per sé stessi, lasciando quello che pensano gli altri fuori dalla propria prospettiva.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per quanto possa sembrare assurdo per me la scrittura può essere sì un'evasione dalla realtà, come ho già detto è proprio questo il mio intento principale, ma al tempo stesso può essere anche un modo alternativo per parlare di situazioni contro cui oggi siamo costretti a scontrarci. Nella mia opera ad esempio ho inserito proprio una di queste brutte realtà, il bullismo, assieme a tutte le negative conseguenze che quest'ultimo può comportare. Il mio obiettivo infatti è anche fare in modo che attraverso le reazioni e le decisioni della protagonista, Eunice, coloro che si ritrovano a leggerne la storia possano trovare il giusto coraggio per affrontare e superare problemi di questo tipo.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Il mio romanzo è fatto principalmente di mie emozioni, tutto ciò che i personaggi provano: paure, insicurezze ecc. sono tutte cose che io stessa mi sono ritrovata a sentire durante il breve arco della mia vita. Non potrei mai scrivere di cose che non ho mai provato o a me estranee, anche se ovviamente ogni singolo personaggio ha la propria storia e le proprie particolarità che differiscono da quello che è il mio carattere e il mio modo di essere.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
In tutto ciò che faccio per me è fondamentale l'appoggio delle persone che mi vogliono bene. Il sostegno, le parole d'incoraggiamento e le dritte dei miei amici, dei miei genitori e del mio fidanzato mi hanno dato la giusta spinta e il giusto coraggio per insistere ed andare avanti senza perdermi d'animo. Colgo infatti l'occasione per ringraziarli tutti, da sola non ce l'avrei fatta.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il primo a leggerlo è stato il mio fidanzato Luca, una delle persone per me più importanti che ha contribuito a dare vita al romanzo così come lo vedete adesso. Ma ho ricevuto aiuti anche da altre persone che hanno creduto in me e che sono state, come già detto, fondamentali, sia per la trama in sé che per semplici aiuti "esterni" nella rilettura.
Per raggiungere il successo bisogna essere consapevoli che non si può fare tutto da soli, accettare l'aiuto degli altri è una delle cose più belle.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
L'ebook è un'invenzione decisamente importante, permette a chi non può di avere la possibilità di portare con sé una grande quantità di libri ed averli sempre a portata di click, magari anche ad un prezzo più accessibile. A mio parere però, nulla può sostituire il profumo delle pagine di un libro stampato e la lettura ''tradizionale". Parlare di futuro quindi è forse ancora presto, o almeno a me piace pensare così perché l'idea di non poter più stringere tra le mani la copertina del mio libro preferito mi spaventa.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Riguardo l'audiolibro ho un'opinione meno 'rigida' in quanto tra le tecnologie di lettura è quella che più preferisco. Fin da piccola amavo ascoltare storie e racconti, mi davano tranquillità, e inaspettatamente ho ritrovato la stessa tranquillità ascoltando dei libri in formato audio. Inoltre può essere un'ottima alternativa anche per invogliare i bambini all'ascolto di storie e volendo, in futuro, anche alla lettura, in quanto come disse Walt Disney: «Ci sono più tesori in un libro che in tutti i covi dei pirati dell'Isola del tesoro.»
 
 
 
 

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Giovedì, 04 Giugno 2020 | di @BookSprint Edizioni

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