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04 Giu
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Intervista all'autore - Michele Muzzolini

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è una cosa splendida, forse la migliore via per cristallizzare Idee e Ispirazione e farle diventare realtà. Scrivere, infatti, non è un’attività “astratta” – come molti pensano – ma qualcosa di molto concreto, di molto pratico, di molto focalizzato. Stimola la presenza attiva su ciò che stai facendo e, di conseguenza, ti permette di accedere ad una grande concentrazione. Come per tutte le cose, poi, dipende dalla qualità di ciò che scrivi.
Scrivere, di fatto, significa portare idee nella materia, coagulare Intenti nella forma, collassare l’Immaginazione nella realtà. Ed è, come già detto, una delle migliori vie per fissare obiettivi chiari nella Mente e sogni precisi nell’Anima. Considerando, poi, che tutto ciò che scolpisci dentro di te – nella Mente, nello Spirito, nell’Anima – lo vivi poi direttamente anche fuori – nel corpo, nella materia, nella forma – allora riconosci l’importanza di padroneggiare Te stesso/a e dominare gli eventi. E questa non è filosofia poetica, ma concreta realtà.
Cosa si prova, scrivendo? Come detto, dipende da ciò che scrivi! Ci sono libri e libri. Nel mio caso, scrivere non è un mestiere, ma una via per ritrovare Sé stessi e creare la Realtà – quella propria, quella vera, quella che danza veramente in te – e non quella fatta di situazioni riciclate e/o acquisite da altri (o dall’ambiente in cui vivi...). Perché quello non è creare la Realtà: è subirne una già fatta.
Dipingendola nei minimi dettagli dentro di te, infatti, la Realtà si conforma a quell’immagine, facendoti così fare esperienza di ciò che, dentro di te, hai già immaginato. Quanto di te capisce? Questo è un Potere che tutti hanno, ma che pochi usano. I più, infatti, subiscono la realtà, non la creano. Questo è già stato detto.
Vedi, scrivere è un po’ come allenarsi. Anzi, è come allenarsi! Quando ti alleni, infatti, stai facendo qualcosa di molto concreto, di molto pratico, di molto effettivo – e i risultati che hai, se ci fai caso, sono anticipati dalle sensazioni che provi prima di averli conquistati. Questo è curioso. Che cosa vuol dire? Semplicemente che tu, dentro di te, già ti pregusti quello che otterrai dall’allenamento e quelle sensazioni di conquista – dentro di te già avvenuta (altrimenti non potresti provare quelle sensazioni) – sono proprio quelle che, nel concreto, poi la realizzano. Ci sei? È la scienza della Realtà. Ed è anche la Scienza della Mente, del Sé e del Potere che è in te. Bisogna, quindi, fare bene attenzione ai propri Stati d’Animo – a che cosa si prova, a che cosa si sente, a che cosa si pensa – perché sono quelli che, poi, fanno coagulare – nel bene o nel male (e questo dipende da te!) – ciò che danza in te. Fai tutto tu.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Scrivere senza vivere il messaggio che stai dando, per me, non esiste. Dire e non fare è tipico di tanti, ma è anche ipocrisia. Tutti sono capaci di parlare, ma pochi vivono quello che dicono. E, alla fine, è questo ciò che conta. Non dire. Ma Essere, Fare, Dimostrare. E farlo, prima di tutto, per te stesso. Allora sei Vero, allora sei Pulito, allora sei Integro.
C’è una frase che mi piace molto: “Colui che dice, non sa; colui che sa, non dice”. Grande verità. Inoltre, c’è da dire che parlare non è comunicare. Comunicare è un’Arte – un’Arte che richiede presenza, comprensione, consapevolezza. Parlare, invece, non richiede niente – se non dar aria ai denti. C’è del vero, in questo? Quando dimostri Chi Sei – e lo fai con i fatti e non a parole – non hai bisogno di parlare. Il tuo stesso Essere, infatti, lo rivela. Le tue parole, perciò, non sono parole vuote, filosofiche, astratte, ma Reali, Vere, Concrete. Rivelano Esperienza e non apparenza.
Per quel che mi riguarda, ogni giorno mi impegno per essere migliore di ieri. E non importa se a volte cadi: importa, invece, che ti RIALZI sempre. Questo è imperativo. Allora cresci, allora evolvi, allora ti potenzi. Perché il vero scopo, nella vita, non si misura da quello che hai, ma da quello che SEI.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Come ho detto, per me scrivere è una Via di Consapevolezza – prima di tutto per me stesso. Scrivere questo Libro è stato magnifico, splendido, fantastico, soprattutto perché non era visto come tale. Che cosa vuol dire? Che non l’ho scritto con l’obiettivo di essere uno scrittore – e infatti non lo sono – bensì come un allenamento di Consapevolezza di Sé. In parole semplici, quello che scrivevo per me, è poi diventato un Libro di Vita, dedicato a tutti i Guerrieri – e le Guerriere! – che vogliono davvero conquistare Sé stessi/e creare una Vita Leggendaria. Nulla meno di questo.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Sì, in verità, c’erano più titoli che mi danzavano in mente, ma uno – che è quello che ora marca il Libro – è quello che più mi ispirava. Rappresenta, molto concretamente, ciò che realmente il Messaggio di LIFE WARRIOR trasmette: un Insegnamento potente, mirato, diretto – una rivelazione su ciò che significa VIVERE DAVVERO e REALIZZARE Sé STESSI. Perché, nella Vita, non c’è nulla, di più grande e splendido, che conquistare Sé stessi e vivere una Vita Realizzata. Questa è la consapevolezza a cui conduce il Vero Risveglio. Un Risveglio che ti desta dal torpore e ti apre gli occhi alla Grandezza, quella che solo chi ha il CORAGGIO di VOLARE può conoscere. Sarò brutalmente onesto, qui: i Sogni sono fatti per chi ha coraggio. Punto. Per tutti gli altri ci sono i cassetti. E questa non è una provocazione. È una verità.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Bella domanda! Infatti, vivere in un’isola deserta è davvero splendido. Magari non per tutta la vita, ma per un periodo sì. Sei lì, fuori dal pazzo mondo, libero come il vento: tu, con Te stesso; tu, con la Vita; tu, con l’Essenza. Un’esperienza unica, splendida, potente. Dico questo perché, nei miei viaggi in solitaria – nella Natura libera e selvaggia – ho vissuto proprio questo. La Pura Vida, la Vita selvaggia, la Vita libera – senza limiti e senza obblighi. Viaggiare liberi – quindi non da turisti – è qualcosa di unico. È un antidoto fantastico contro l’abitudine e la routine della vita mondana, morta nella sua essenza e vuota nella sua sostanza. Perché può forse chiamarsi Vita, ciò che conduce al nulla?
Se noti, non c’è avventura nella vita dei più: la routine della sopravvivenza (o della brama di ricchezza...) ha sostituito quella meraviglia che la Vita è. Sprecarla a fare ciò che spiace – ciò che non ti Realizza Pienamente, che non ti fa danzare il Cuore, che non compie la più splendida e potente Visione che hai di te – è un affronto a Te stesso/a e alla tua dignità. Ripeto: per vivere ci vuole CORAGGIO. Il ché significa OSARE. A rinunciare sono capaci tutti...
Ma qual era la domanda? L’isola deserta... Che libro vorrei, con me? Libri che lasciano davvero un segno – potente, chiaro, destante – non sono proprio molti. Questo è un fatto. In giro c’è di tutto e sta a te riconoscere ciò che, per te, ha davvero valore. E, per fare questo, devi saper discernere. E farlo bene! Proprio per questo, definire quale libro vorrei con me non mi è facile. Tuttavia, vista la domanda, potrei metterci il primo che, nei giorni burrascosi della mia vita, fu forse il più grande dono per il mio potenziamento: si tratta di “Messaggio per un’Aquila che si crede un pollo”, di Anthony De Mello. Non lo dimenticherò mai.
 
6. Ebook o cartaceo?
Sia e-book che cartaceo. Penso che l’e-book sia un ottimo strumento da abbracciare, ma non come sostituto del cartaceo. Il cartaceo, per me, resta il top: qualcosa di concreto, di reale, di tuo – qualcosa che tieni fra le mani, che sfogli pagina dopo pagina. È una cosa unica. Inoltre, l’e-book (a meno che non lo stampi...) richiede sempre uno schermo per visualizzarlo e non sempre è proprio il meglio: è molto più rilassante – anche da un punto di vista medico-scientifico – leggerlo su carta semplice, dove l’occhio non si affatica e la lettura è più fluida (infatti non ci sono radiazioni). Quindi, sì all’e-book, ma come alternativa – e non come sostituto – al cartaceo [stampato magari su carta riciclata!]
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Mai! Come ho detto, non son uno scrittore – non era nei miei piani. Quando mi chiedono che cosa faccio, infatti, non mi è facile rispondere, poiché non rientra in alcuna categoria specifica. Vivere una Vita libera, potente, realizzata – piena nella sua essenza e significativa nella sua sostanza, è ciò a cui ogni Essere dovrebbe mirare. Questo per me è legge. Nella Biografia che trovi in giro, comunque, è dipinto nei dettagli che cosa faccio. Se lo leggi lì, ti è più facile capire. Scrivere, quindi, per me è solo una conseguenza di ciò che sono. È la mia Vita. Proprio come allenarmi.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo Libro è nato dalla scrittura di appunti, ricerche, scoperte e intuizioni senza limiti, che sono poi diventate un Libro per richieste di condivisione. Non è stato facile, è vero, ma sapevo che tutto questo aveva un valore. Mi chiedevo: «Perché dovrebbe diventare un libro? A chi interessa? Qui non chiedono altro che vivere una vita limitata, di rimanere nella propria routine, di vivere in quello stato di sopportabile rassegnazione a cui tanto tengono... Perché mai dovrei condividere tutto questo?». Queste erano le domande che mi facevo (e che, a volte, mi faccio ancora!). Che cosa significa questo? Che la cacca puzza, ma è calda. Non è una gran scoperta, vero? Così, si preferisce stare al caldo (la tipica vita vuota...) sopportando però la puzza (l’insoddisfazione di non essere liberi, né felici, né realizzati). Non è poi così magnifico, vero?
La gente non vuole svegliarsi. È questo il punto. E perché è così? Perché il risveglio comporta Responsabilità e la Responsabilità è l’ultima cosa che la gente vuole. I più, infatti, preferiscono sentirsi dire che cosa devono fare – dalla mamma, dal papà, dalla nonna, dallo zio, dal partner, dalle autorità... da chi? – piuttosto che pensare con la propria testa (e quindi assumersi la Responsabilità della propria vita). Ecco perché gli individui veramente liberi, felici e realizzati (quindi non apparentemente) sono più rari che due lune in cielo: perché VIVERE A PIENO, in verità, significa essere Sé stessi, i SOVRANI della PROPRIA VITA, e non subire destini riciclati da condizionamenti inculcati. Perché questo non è vivere: è tirare avanti una vita morta.
Così, mi chiedevo: «Esistono, in questo mondo, persone libere, sane, pulite, vogliose di creare e vivere una Vita Straordinaria, in armonia con Sé stesse e l’Universo infinito?». E la risposta, piuttosto raramente, era affermativa. Poi, però, qualcosa mi fece alzare gli occhi al cielo e lì, spaziando nella sua infinità, capii che dovevo farlo. Perché la Vita – quella vera – è condivisione e non isolamento. È apertura e non chiusura. Così capii: LIFE WARRIOR, come altri Libri di Valore, è per chi è pronto per Sé stesso e per una VITA LEGGENDARIA. Nulla meno di questo. Tuttavia – e com’è giusto che sia – non sta a me decidere chi lo è e chi non lo è. Chi è pronto, lo sceglierà.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Quello che si prova a veder fiorire i risultati dopo un duro allenamento. Esattamente questo. Non serve descriverlo, vero? Se ci credi davvero, tutti i Sogni possono avverarsi. Non c’è limite al Potere che è in te. E questa non è filosofia. È scienza.
Chi conosce la Realtà, infatti – al di là delle credenze e delle opinioni personali – sa bene che questo è vero. E anche perché. Chi non la conosce, invece, crede al fato e al caso – mere falsità dimostrabili. Sono comode, sì, ma allo stesso tempo limitanti. Come sempre, si tratta di scegliere: che cosa vuoi? Volare o strisciare? È tutto qui.
Di fatto, bisogna ricordarsi che i Sogni – così come i Progetti (se meritevoli di valore) – sono fatti per essere realizzati e non per marcire dentro uno scrigno opaco. Pensaci: ha senso, immaginare qualcosa, se poi non puoi realizzarla? Si chiama masochismo. Tuttavia – e qui decidi tu se metterci l’ironia o meno! – pochissimi realizzano Sé stessi e ciò che amano di più. La vita di molti, infatti, è la vita di qualcun altro: quello che il sistema ha preparato per loro, quella che mamma e papà volevano per lui, quello che è di moda in quel momento... e via così. Tutti vivono la vita di altri, perché pochi si chiedono se quella vita è la loro vita. Quella vera. E quindi? Chi sei? Che cosa fai? Che vita stai vivendo? È tutto qui. Domande Sagge, conducono a un Destino Saggio; domande stupide, a uno stupido. Che cosa vuoi?
Immaginare, quindi, è bello, splendido, fantastico, ma è anche sterile, se non seguito dalla Realizzazione. Un Guerriero della Vita COMPIE il suo destino – questo è un fatto – non lo sogna solo. Allora lo Straordinario diventa realtà, dove il CORAGGIO di OSARE è la Fonte Quintessenziale di chi ha creduto in Sé.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Io! È una buona risposta? Strana, forse, ma vera. Perché chi, se non colui che crea qualcosa, è il primo a viverla? Ed è ovvio quanto logico che sia così. Rivedere ciò che hai fatto, infatti, non solo è importante per vedere se è tutto ok, ma è anche bello perché ne riassapori il gusto, ne senti la vita, ne percepisci l’essenza. Capisci? È qualcosa che hai fatto tu – che prima non esisteva – e che ora ha preso vita con il soffio che tu stesso gli hai infuso. È stupendo. Realizzare ciò che è in te è qualcosa di splendido, di unico, di indescrivibile. Hai sognato quella cosa e poi le hai dato vita. Non è rimasta nel cassetto: l’hai fatta; l’hai creata; l’hai realizzata. Ed è questo che, alla fine, conta davvero.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che, come per l’e-book, sia un’ottima cosa, soprattutto a chi non piace leggere e preferisce ascoltare un messaggio come fosse musica. Ci sta. Tuttavia, anche qui, dico che nulla può sostituire nulla – nel senso che, nella loro matrice, questi strumenti sono vie diverse che però non sostituiscono altre. Il libro cartaceo è il top, che mai deve mancare. La versione e-book e audiolibro sono mirevoli alternative e avranno futuro. Ma – ripeto – mai possono (e devono!) sostituire il libro reale. Tutti, quindi, funzionano e hanno successo: sta poi a chi legge, com’è giusto, scegliere la via più propria a lui.
 
 
 
 

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Giovedì, 04 Giugno 2020 | di @BookSprint Edizioni

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