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16 Mag
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Intervista all'autore - Francesco Vincenzi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io mi chiamo Francesco Vincenzi, ho 33 anni e vengo dalle zone di Mantova in Lombardia. In essa ho effettuato tutto il mio percorso scolastico e di formazione personale, anche se ciò che mi ha spinto ad intraprendere la carriera da scrittore non sono state tanto le tradizioni locali bensì i vari interessi e i diversi hobby che coltivo. Sono un grande appassionato di lettura, di cinema e televisione ed inoltre amo viaggiare alla scoperta di luoghi incantati del nostro pianeta e dei loro usi e costumi. Ho avuto la fortuna di poter visitare diversi Paesi nel corso della mia vita e farmi influenzare dalle loro culture che hanno in parte contribuito a convincermi che sarei potuto essere in grado di affrontare questa esperienza al meglio delle mie capacità.     

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Se è possibile la mattina presto poiché si ha la mente fresca e riposata e pertanto anche la creatività ne risente parecchio.

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
La possibilità di lasciare un segno personale perpetuo nell’universo letterario a nostra disposizione.

4. Perché è nata la sua opera?
 Per contribuire a far sì che i giovani di oggi e di domani si facciano maggiormente coinvolgere dalla cultura e fare in modo che sempre più di loro si riavvicinino alla lettura e alla conoscenza del sapere. 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

La mia crescita personale e la mia formazione letteraria sono avvenute nel contesto sociale in cui ho vissuto e vivo tuttora conducendomi col tempo ad acquisire la sicurezza e consapevolezza necessaria per intraprendere questa professione. Sulla realizzazione del manoscritto tuttavia il contesto sociale ha influito relativamente poco considerando che la sua ambientazione è lontana geograficamente da dove risiedo, ciò che mi ha più influenzato invece sono state le passioni e le esperienze personali. 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
 
Ritengo che la scrittura sia un po' entrambe le cose. Quando si scrive ci si immerge talmente nella trama che si sta elaborando da avere quasi l’impressione di distaccarsi per un po' dalla realtà che ti circonda, anche se quello che stai scrivendo in qualche modo rispecchia quella stessa realtà che si sta vivendo o che si è vissuta.

7. Quanto di Lei c’è in ciò che ha scritto? Più di quello che si può immaginare.

 Chi mi conosce bene riuscirà a cogliere vari particolari e indizi che conducono ad eventi a me cari o a persone a cui sono, o sono stato, affezionato, e persino diverse similitudini tra me e il personaggio principale.

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Una persona in particolare lo è stata a tal punto da inserirla nei ringraziamenti finali.

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

 A mia sorella che è una vera appassionata di libri.
 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Se consideriamo quanto l’era digitale stia plasmando la nostra quotidianità e le nostre stesse vite direi che si sta procedendo verso questo scenario, tuttavia mi auguro che si cerchi una via di mezzo che comprenda l’ebook ma anche il caro e buon vecchio cartaceo che ci ha accompagnato per generazioni e generazioni.

11.Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

La reputo una novità ben accetta nel panorama letterario purché utile al vero scopo, ovvero quello di coinvolgere sempre più persone alla lettura dato che il vero problema dei nostri tempi non è la modalità con cui si legge ma piuttosto il crescente disinteresse verso essa e la cultura in generale. Tornando all’audiolibro direi che potrebbe diventare un metodo innovativo utile soprattutto per chi ha difficoltà a leggere, problemi di vista o per chi fatica a comprendere il testo. La lettura dev’essere accessibile a chiunque.

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Sabato, 16 Maggio 2020 | di @BookSprint Edizioni

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