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09 Apr
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Intervista all'autore - Diego Francescon

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è un momento di relax incredibile. Da quanto mi rilasso, mi sembra quasi di entrare in uno stato di ipnosi che dura persino per ore. Difatti preferisco scrivere la notte, in modo da poter entrare in questo mondo senza distrazioni. Le emozioni che provo, quindi, sono indescrivibilmente positive.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il libro è basato sulla mia realtà e la realtà di tutti noi, soprattutto in questo periodo che l’Italia sta attraversando e persino a tratti in modo quasi profetico (non sto esagerando). Le riflessioni, infatti, partono dalla banalità in cui tutti noi viviamo e arrivano poi a scavare affondo al concetto, trovando morali nascoste.
Lo so, è complicato da spiegare così, ma leggendo il libro si capisce molto meglio il tutto.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Il coronare un sogno e il dimostrare a me stesso che, se voglio un qualcosa, non devo fare altro che lottare per averlo.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Se ti dicessi che mi sono svegliato una mattina dicendomi "il titolo sarà questo punto!" mi crederesti? Ti giuro, il titolo è venuto all'improvviso. le tematiche era da tempo che le stavo elaborando solo mentalmente, ma il titolo è apparso nelle mie sinapsi come per magia. Destino!?
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
La Divina Commedia di Dante perché, a parer mio, è semplicemente la storia perfetta.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Carriera da scrittore è un parolone. Come detto prima, la scrittura è un hobby che aiuta a rilassarmi.
Certo, ora ho pubblicato il primo libro, ma il mio lavoro resta comunque per ora dietro i fornelli.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di scrivere un libro era presente nella mia testa da anni ormai, solo che non mi venne mai un’idea originale da sviluppare da zero. Facevo solamente delle copie rivisitate di romanzi che avevo precedentemente letto. Ciò mi servi, però, come gavetta, in un certo senso, per iniziare a creare la direzione da far intraprendere alla mia strada. Questo libro è il primo passo, nonché la mia strada. Ho già un romanzo in cantiere.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Un'emozione indescrivibile. Devo complimentarmi soprattutto con me stesso per come sono sempre riuscito a bilanciare la vita sociale e lavorativa comunque scrivendo. Mi sembra quasi impossibile ma c'è l'ho fatta.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che lo ha letto per intero è stata una mia amica. Lo inviai a lei perché avevo bisogno di un parere e soprattutto per aver qualcuno che correggesse gli errori e sviste che di sicuro erano presenti. Infatti le devo un enorme grazie per l'aiuto e il tempo che ha speso per me. Grazie Emma.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro è una frontiera per me ancora inesplorata. Non so dare un parere ben preciso sinceramente. Penso sia comunque un ottimo modo alternativo di leggere. Non importa che sia cartaceo o ebook o audio, l'importante è sempre accrescere il proprio bagaglio culturale.
 

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