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BookSprint Edizioni Blog

20 Mar
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Intervista all'autore - Paolo Penna

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Roma e vi ho vissuto fino agli 8 anni, dopo di che mi sono trasferito a Bologna con mia madre e mia sorella.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Sicuramente consiglierei un libro quasi sconosciuto, si chiama "Chiudiamo le scuole", è del grande futurista Giovanni Papini. Questo piccolo scritto invoglierebbe qualsiasi adolescente ad arrivare alla fine.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Resto un fedele della carta per motivi poco concreti ma molto poetici. Amo sfogliare le pagine, amo l'odore dei libri, amo le case con le librerie piene perché mi danno un senso di calore, di consapevolezza, di virtù. Amo poter prestare un libro che mi è piaciuto e andare a riguardare i passaggi che più mi hanno colpito.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura è un colpo di fulmine che richiede un amore ponderato. Proprio come per ogni amore bisogna avere tempo, fantasia, ispirazione. Tutto può iniziare per caso, per gioco, ma se è ciò in cui crediamo troveremo la spinta per dedicarvi una parte di noi stessi, forse la più segreta.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Semplicemente la solitudine. Ero all'estero da solo da parecchio tempo e fuori dal lavoro avevo così tanti momenti per leggere e scrivere che mi venne naturale iniziare a farlo. Di continuo, sempre di più e non potevo farne a meno.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Preferisco che ognuno ci possa trovare il messaggio che vuole, sono troppo giovane per dare lezioni di vita. Il messaggio più bello sarà quello che neanche pensavo di poter dare.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ne ho preso coscienza alle superiori, non ero uno studente modello, andavo poco a scuola e quando ci stavo non mi piaceva troppo. Il prof di lettere iniziò a darmi libri su libri, praticamente uno ogni settimana e mi piacevano tutti come se conoscesse perfettamente i miei gusti. In questo modo riusciva a tenermi di più a scuola e a darmi qualcosa d'intelligente da fare piuttosto che annoiarmi a lezione. Dalla passione per la lettura è poi nata quella per la scrittura.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Non sapevo cosa scrivere una sera, ero nella mia minuscola cameretta ad Edimburgo, praticamente una cella. Mi guardai attorno e vidi un piccolo quadro con un disegno di un musicista. Fu un attimo e trovai l'ispirazione e soprattutto il metodo. Scoprii che bastava guardarsi un po' attorno, tutto il resto era inchiostro.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Più che di non portarlo a termine, ho pensato che nessuno l'avrebbe mai pubblicato.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Senza alcun dubbio Italo Calvino. I suoi sono i migliori libri che ho saputo apprezzare nella mia adolescenza.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Lavoro quotidianamente con persone disabili quindi la trovo una grande risorsa per chi non è in grado di leggere o per chi farebbe molta fatica. Personalmente non li ascolto ma sono sicuro che a chiunque piaccia farsi raccontare una bella storia!
 
 
 
 
 

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Venerdì, 20 Marzo 2020 | di @BookSprint Edizioni

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