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13 Mar
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Intervista all'autore - Marco Varuzza

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è un atto importante, quando scrivi dai vita ad un intero mondo. Crei luoghi, atmosfere e personaggi che poi verranno esplorati dai lettori che, se sei stato bravo, s' innamoreranno di quei personaggi, di quei posti, fino a ricordarli per tutta la loro vita. Questa responsabilità rende la scrittura un atto, a mio avviso, molto complesso e in alcuni casi estremamente ingrato. Quando scrivi sei solo, immerso nella tua fantasia con un unico compito, rendere la tua visione il più reale possibile, questo può portarti una vasta gamma di emozioni che vanno da una lucida esaltazione ad un senso di incompetenza e inadeguatezza.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Molto poco. Ovviamente mi sono ispirato ad alcune cose reali e vissute per cercare di rendere i personaggi il più possibile vicini alla realtà.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Un traguardo. Realizzare un testo, come dicevo prima, è un atto, a mio parere, complesso; iniziare a scrivere, dare forma a una storia e vederla, giorno dopo giorno, prendere forma fino alla sua conclusione è una cosa magnifica che costa molta dedizione e sacrificio.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è stato semplice, è uscito fuori quasi immediatamente, per quanto riguarda il sottotitolo invece ho dovuto scegliere tra varie alternative, volevo fosse accattivante e che strizzasse l'occhio alla storia
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Senza neanche pensarci troppo, porterei Il dubbio di Luciano De Crescenzo. Ho letto quel libro quando avevo una ventina d'anni, mi sono immediatamente innamorato del modo di scrivere di Luciano De Crescenzo. Rimasi intrappolato in quella semplicità così complessa, nell'ironia del testo, della sua scorrevolezza era come se De Crescenzo parlasse direttamente a me, come se fossi al bar a bere un caffè e lui mi parlasse. Tra le tante opere di De Crescenzo credo che Il dubbio sia la più esaltante, sotto moltissimi punti di vista.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. L'Ebook sono un ottima soluzione tecnologica ma la bellezza di avere il proprio libro preferito tra le mani e sfogliarlo, credo, sia impareggiabile.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Mi pare un pochino presto per parlare di carriera. Penso che scrittore una persona ci nasca, è il modo in cui funziona il proprio cervello a definirti scrittore, quindi ho intrapreso la “carriera” di scrittore un secondo dopo essere nato.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea mi ronzava in testa da moltissimo tempo ma non riuscivo a inquadrarla per bene per questo ho iniziato a guardare film, leggere libri, fumetti e a pensare a tutto quello che avrebbe potuto aiutarmi nel capire quale fosse il modo migliore per raccontare la storia che avevo in testa. Più mi immergevo nel mondo che volevo raccontare più la storia mutava. All'inizio la narrazione doveva rappresentare un gruppo di bambini che si ritrovavano ogni martedì sera a dormire, tutti insieme in una gigantesca casa, perché i loro genitori dovevano fare una cosa misteriosa a cui loro non potevano assolutamente assistere; la storia si è evoluta poi nel racconti di Layla una ragazza che per la prima volta va a casa dei suoi nonni. Ora che ci penso l'unica cosa che ha resistito ai cambiamenti è stata la casa!
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È molto soddisfacente anche se la cosa più importante non è la pubblicazione ma la risposta del pubblico. Quando scrivi lo fai per farti leggere e quindi, oltre alla soddisfazione di avere il proprio libro tra le mani, aspetti il responso del lettore, quello credo sia la cosa più soddisfacente per uno scrittore
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il primo capitolo del libro l'ha letto un mio caro amico che mi ha sopportato per tutta la fase embrionale, quando c'era un gruppo di bambini o la sola Layla.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Come dicevo prima, il libro cartaceo per me è imbattibile ma forse occorre “svecchiarlo” un pochino.
 
 
 

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