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BookSprint Edizioni Blog

03 Gen
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Intervista all'autore - Annamaria Sperduto

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Partendo dal presupposto che ogni personalità, ogni modo di essere ed ogni voluto apprendimento possono dal riuscire a fare del proprio tempo il proprio modo di crescere e svilupparsi, possano dire alla mia personalità si addice la scrittura, si addice quel magico modo di raccontare le cose facendole passare dal polso, ultima via delle emozioni del cuore. Scrivere è liberare la mia energia vitale, approfondire la conoscenza che ho di me stessa e carpire con gioia o riflessioni tutto ciò che la voce, forse, preferisce non esprimere. Si vive in un contesto magico quando si riesce a comprendere il proprio non detto. Questo provo io.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo saggio è presente ciò che penso sia giusto che tutti conoscano.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Un portare a conoscenza le varie sfaccettature della nostra realtà.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Avendo come base un argomento ben definito è stato facile arrivare al titolo del testo.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Amo molto la letteratura inglese ed americana. Tra i miei autori preferiti: Wilbur Smith, Ken Follet, Sidney Sheldon. Non riuscirei ad andare con un solo libro. Ho bisogno di leggere anche prima di addormentarmi.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Mancanza di sensorialità dei supporti mediali.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre amato scrivere. Non mi sento uno scrittore. non ho dei tempi stabiliti, ma scrivo quando ho bisogno di esprimere ciò che sento.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Una discussione in seno alla Commissione Pari Opportunità.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Sarà capitato a chiunque nella vita di avere in mente un pensiero, un giorno in un particolare arco di questa nostra esistenza. Sì, di sicuro un pensiero lo abbiamo tutti, ma è quando questo pensiero inizi a sentirlo come un obbligo con te stessa, quando inizi ad avvertire la necessità di seguirlo, quando ne capisci il senso nasce davvero la voglia di starlo a sentire. Abbiamo tutti prima che la felicità ci sfugga, che la idea della nostra rivoluzione possa svanire seguita da quel fiume di riflessioni che ogni giorno ci scorrono in mente. Questo io lo combatto scrivendo ponendo un colore ai miei pensieri rendo loro la possibilità di essere immortalati in un libro.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
I miei figli.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Esiste una connessione molto più antica e riuscita di quella che noi ad oggi tutti conosciamo. Esiste una connessione corporale, una mistura di sensi, una fervida collaborazione tra organi che tra di loro agiscono ed interagiscono da millenni. l'occhio legge ciò che il cervello analizza, ciò che la bocca segue e le dita sfiorano, pagina per pagina conoscendone minuto in minuto la morbidezza, la consistenza, il profumo che da quella elementare grafia sprigiona emozioni di chi prima di noi ha letto e le aspettative e speranze di chi vorrà farlo dopo. Adesso provate voi ad incollare queste considerazioni ad un audiolibro o ebook.
 
 
 
 

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Venerdì, 03 Gennaio 2020 | di @BookSprint Edizioni

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