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14 Dic
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Intervista all'autore - Francesco Califano

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è una esigenza vitale perché mi permette di esternare la mia vita interiore, le mie emozioni,  le mie sensazioni, i miei sentimenti, ma anche il mio vissuto oltre al bisogno di dire e raccontare il mio pensiero, con semplicità, con il tentativo di essere sempre aderente alla realtà ma soprattutto alla verità con sincerità e soprattutto rispetto per gli altri.
Per quanto riguarda le emozioni, provo piacere a rievocare momenti particolari della mia vita o aneddoti in cui sono stato coinvolto o che hanno riguardato amici o conoscenti; provo tristezza e talvolta rimpianto o per perdite di persone care o per comportamenti sbagliati in altre occasioni.
Comunque l'emozione più grande è quando ho la sensazione di essere stato capito, di aver suscitato emozioni o anche momenti di gaudio o ilarità ai lettori.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Molto della mia vita reale, soprattutto quella dei primi quarant’anni nella parte narrativa, tutta per quanto riguarda la parte riflessiva, frutto di esperienza diretta ma anche indiretta e di convinzioni che ho maturato col tempo.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Ha rappresentato la realizzazione di un desiderio recondito che avevo già da tempo che non avevo attuato per mancanza di tempo, soprattutto a causa di impegni lavorativi. Inoltre sono stato spinto a scrivere sia perché ho sentito l'esigenza di raccontare e raccontarmi, sia perchè, essendo riservato e discreto, non confido ad altri esperienze intime, soprattutto se queste possono danneggiare o ledere l'onorabilità degli individui, soprattutto di genere femminile.
Infine perché il senso di autogratificazione ha permesso di allietarmi e di pensare che avevo realizzato una mia sentita aspirazione.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Scelta semplicissima sia perché, per me è molto rispondente ai contenuti ed alle tematiche trattate; inoltre evoca un'immagine positiva, intrigante e conciliante, oltre a rendere omaggio a una delle più belle canzoni di due autori straordinari. Infine, quella storia io l'ho vissuta veramente, anche con annessi e connessi: si può dire che il maestro Mogol mi ha fotografato in quella epoca della mia vita.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Vorrei un testo che mi desse sia la possibilità di pensare, riflettere ma positivo soprattutto nei sentimenti con un finale a lieto fine, contro ogni forma di prevaricazione.
Un esempio: “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre avuto un desiderio recondito di scrivere ma solo a livello velleitario.
Ho maturato il desiderio di scrivere, non sono ancora sicuro di intraprendere una vera e propria carriera, alla fine dell'anno scorso, nel 2018.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea della nascita di questo libro è legata all'esigenza di esplicitare soprattutto ai più giovani messaggi che mettano l'Amore in primo piano nelle relazioni vitali affinché lo vivano con sentimento, consapevolezza e rispetto; inoltre vuole anche sollecitare gli adulti a rivivere una nuova storia, se la precedente è finita irrimediabilmente, perché la vita offre sempre altre opportunità.
Di aneddoti ce ne sono vari contenuti nel libro, forse il più divertente è quello che racconta dei quattro amici che si trovano alla mensa ospedaliera e quando ad uno gli viene chiesto il numero delle ragazze che ha avuto risponde con un numero elevato provocando una grande risata alla sua interlocutrice che per poco non soffoca per il boccone di pasta ingurgitato...
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Si prova una grande soddisfazione perché è la nascita di qualcosa che hai desiderato e ti appartiene. Inoltre poi a vedere il libro finito, specie se corrisponde ai tuoi desideri è una sensazione gioiosa.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia figlia Serena ed il dott. Montinaro, Presidente dell'Ass. Medica di cui faccio parte che ha curato la presentazione del libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia un'ottima iniziativa, soprattutto per i più giovani che sono anche più tecnologici. Come strumento divulgativo è importante anche se noi over 50, siamo più affezionati al testo cartaceo.
 

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Sabato, 14 Dicembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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