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29 Ott
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Intervista all'autore - Nuccio Barbone

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
 Scrivere è creare qualcosa dal nulla e renderla eterna. Nel corso dell'opera scopro emozioni e caratteristiche della mia persona dimenticate o spesso ignorate.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Credo che in ogni opera, anche in quelle più fantasiosa e distanti dalla realtà, sia presente una parte dell'autore perché i personaggi e il contesto della trama, anche se non reali, contengono emozioni e sensazioni proprie dello scrittore.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
 
Il raggiungimento di un obiettivo, il desiderio di sollecitare emozioni e coinvolgimenti.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non scelgo mai il titolo a priori, esso emerge da una frase o dalla riflessione di un personaggio che mi ha colpito particolarmente.
 
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Sono tanti i libri e gli autori che ho apprezzato nel corso della mia lunga vita di lettore ma su tutti predomina il Manzoni con i " Promessi sposi ", un romanzo che ho apprezzato sempre più nel corso del tempo e nelle ripetute circostanze nelle quali ho avvertito la voglia di rileggere un passaggio, una frase o un dialogo che mi hanno emozionato.

6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo! Assolutamente. Anche se ritengo necessario adeguarsi alle nuove forme di lettura non posso non privilegiare il cartaceo per la sua particolarità di diventare parte integrante del lettore. Di un libro si ama tutto, dalla sua storia alla sua consistenza e anche quelle orecchiette che a volte il lettore crea nell'angolo in alto della pagina o una sottolineatura di una frase, rientrano in qualche modo nel coinvolgimento della storia e del nostro trascorso.
 
  7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Al termine della mia attività professionale in un importante istituto bancario nazionale, ho collaborato con un quotidiano cittadino occupandomi di cronaca, economia e politica, da lì il desiderio di continuare a scrivere senza l'obbligo di riferire accadimenti ma solo ciò che mi piaceva raccontare.
 
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Come in ogni romanzo da me pubblicato, anche questo non nasce da uno schema preordinato ma dalla voglia di inventare e far diventare reali, sensazioni, stati d'animo di un momento particolare. Cominciare a scrivere partendo dall'ultima frase scritta, e senza sapere come proseguire, è come lasciarsi portare dalla corrente scoprendo cose ed emozioni sconosciute.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
 La realizzazione di un desiderio e il relativo appagamento.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia moglie, la più severa critica.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ritengo l'audiolibro una interessante alternativa al cartaceo destinata a quei lettori che, per impedimento o per comodità, preferiscono non stancare la vista o che ritengono faticosa la lettura in sé; ma nulla è più appagante dello sfogliare un libro. Ho provato una volta ad ascoltare un romanzo mentre guidavo ma ho desistito immediatamente perché seguire un racconto comporta distrarsi da altre faccende e un romanzo merita sempre la massima attenzione.
 
 

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Martedì, 29 Ottobre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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