Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

20 Set
Vota questo articolo
(0 Voti)

Intervista all'autore - Franco Rana

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Ogni scritto va contestualizzato per capirne la genesi e l'intento, per situarlo nella storia e nell'evoluzione del pensiero, salvo restando che se ha valore universale sarà capace di aiutare a leggere anche la realtà contemporanea. Ma in questo caso non mi considero scrittore, non c'è da scoprire altro se non che appartengo a questo tempo di oggi. L'oggi conta sicuramente, perché il pensiero umano si evolve di generazione in generazione, non nasce dal nulla, non si esaurisce in una sola epoca né in una sola persona. Quello che è scritto oggi è frutto di tutto quello che è stato scritto prima e non si pone come definitivo, ma come riflessione aperta.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Il momento solitamente più propizio è la prima mattina, ma poi succede che bisogna avere la pazienza di appuntare ogni spunto in qualsiasi momento della giornata.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio interesse si estende a teologi e filosofi, sia passati che contemporanei. Ho bisogno di spaziare su vedute larghe e di confrontarle. Ma sicuramente questo scritto è stato influenzato dal teologo svizzero Hans Urs Von Balthasar, che ha rivendicato il primato della bellezza per capire la verità e, attraverso di lui, dal pensiero di San Massimo il Confessore, un padre della Chiesa che ha posto le basi del linguaggio filosofico per capire la teologia.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Non direi opera, anche perché avrebbe bisogno di maggiore elaborazione. È un breve saggio, appositamente ridotto per non apparire una verità apodittica, ma solo una provocazione. Ho maggiore consuetudine col parlare direttamente e col dialogo. Queste righe che ho fissato sono dovute a tanti motivi, ma prima di tutto la condivisione con persone che si pongono problemi essenziali, anche se non sempre coscientemente. Intendo dire che molte domande dell'uomo di oggi vorrebbero una risposta immediata, come si vede fare in televisione. Moltissime volte non si può dare quella risposta se prima non si converge su una visione comune del mondo e dell'uomo.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Moltissimo. Tanto più avverto la specializzazione, il relativismo, la superficialità, la mancanza di visioni globali, tanto più vado in cerca di ricondurre la mia riflessione in una quadro coerente e suggestivo, bello nella sua verità e stimolante.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Non si tratta di evadere, ma di capire. Si tratta esattamente di affrontare la realtà, stabilendo con essa un rapporto che abbia attinenza con la vita e che le dia un senso.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto il mondo interiore, sinceramente creduto e, per quanto è possibile, vissuto.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutti i dubbiosi, gli appassionati, i cercatori di una risposta capace di interpretare il mistero della vita e di orientarla.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il testo di questo saggio, che non è ovviamente un romanzo è stato letto in anteprima da persone in grado di testare la comprensione del linguaggio e la validità del ragionamento.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
I mezzi elettronici allargano la possibilità di accedere alle opere scritte e agevolano coloro che hanno bisogno di ingrandire la pagine a piacimento o di portarsi molti testi appresso, ma non potranno mai sostituire il cartaceo, anzi lo promuoveranno.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Anche questo è uno strumento che consente di ascoltare quando le mani sono occupate ma l'attenzione non è disturbata o quando si ha difficoltà a leggere. Inoltre dà la possibilità di godersi la lettura anche stando sdraiati, in totale distensione. È un valore aggiunto, non sostitutivo.
 

Acquista il Libro sul nostro ecommerce

 

 

Sabato, 21 Settembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

Lasciaun commento

 

Ultimi Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)