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13 Ago
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Intervista all'autore - Alessandra Gentile

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Dunque vengo da Chieti, nata e cresciuta lì. Ho avuto un'infanzia felice, un'adolescenza movimentata, ma ho comunque avuto delle esperienze che nel bene o nel male mi hanno aiutato a crescere e diventare la donna che sono ora, e che sono fiera di essere.

Ho sempre avuto una fervida immaginazione, mi è sempre piaciuto raccontare storie e di conseguenza scrivevo molte bozze.

 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La notte. Prediligo il silenzio e la pace. La notte mi aiuta a pensare ed immaginare.




3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Valerio Massimo Manfredi.


 
4. Perché è nata la sua opera?
È stata una sfida con me stessa.


 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Per niente.


 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Direi entrambe, poiché anche nelle fantasie ci sono fondi di verità.




7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Beh, abbastanza. C'è un pezzo di me in ogni personaggio.


 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mio padre. Devo dire che è stato molto collaborativo, obbiettivo; è stato lui ad aiutarmi a correggere eventuali errori nella stesura.


 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ai miei genitori e alla mia migliore amica.




10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Assolutamente no, e spero piuttosto che venga rivalutato il cartaceo. Il libro è insostituibile e ci lasci sempre un pezzo di cuore.




11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ritengo che per i non vedenti sia una cosa molto utile, ma ribadisco che il cartaceo è il cartaceo.


 

 

 

 

 

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Martedì, 13 Agosto 2019 | di @BookSprint Edizioni

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