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05 Ago
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Intervista all'autore - Mario Marino

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
All'alba del secondo conflitto mondiale, l'alba della mia esistenza. Ebbi un'infanzia tribolata. Manifestai presto una vocazione per la scrittura, soprattutto per la poesia. Dal 1959 al 1973 apparvero miei componimenti in diverse riviste letterarie. Partecipai ad alcuni concorsi nazionali ottenendo discreti risultati. Nel 1973 pubblicai "Poesie".
Dedicai la mia attività professionale allo studio e all'insegnamento della lingua e della letteratura inglese.
Racconti, romanzi brevi, poesie finirono nel cassetto o nel cestino. Nel 2017 decisi di pubblicare "Una voce tanto fa", eserciziario poetico in inglese, italiano, spagnolo. L'anno scorso 2018: "Berto & Benny. Mollie", racconti.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La mattina presto è il momento migliore.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
J. Steinbeck, Dickens influirono molto la mia prosa negli anni giovanili; Lorca, E. Dickinson, Ungaretti, la mia poesia. Tra gli autori contemporanei citerei Cassola, Calvino e molti autori viventi e 'in voga': leggo parecchio.
 
4. Perché è nata la sua opera?
"Il fiume e la bottiglia" è nata per caso, per vincere la noia dell'età.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Nella mia formazione letteraria ha influito il senso della solitudine, della 'wasted land', il pessimismo di fondo, la ricerca di un autore con cui condividere ansie ed insicurezze.
La scuola mi ha aiutato a trovare validi motivi e valori di vita.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è una evasione dalla realtà, correndole a fianco.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
C'è sempre l'autobiografico nel modellare i personaggi (penso anche alla raccolta di racconti teoricamente già pronta per il... lancio, e all'autobiografia dove finalmente sono più esplicito, estroverso, confidenziale.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Non mi sembra.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A nessuno, io scrivo, canto o dipingo per un intimo impulso, per hobby, per me 
stesso. Se qualcuno legge, ascolta o guarda, viene dopo.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Il futuro è l'ebook, ma il cartaceo sopravvivrà: il libro è un amico fedele che ti segue dovunque.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La stessa cosa penso valga per l'audiolibro.
 
 
 
 
 

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Lunedì, 05 Agosto 2019 | di @BookSprint Edizioni

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