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BookSprint Edizioni Blog

03 Ago
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Intervista all'autore - Alessandro Castelli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Roma, nel quartiere Magliana nuova/Portuense, dove ho vissuto fino a 25 anni. Poi mi sono spostato in zona Prenestina, convivendo con la compagna di allora, per circa 3 anni, dopodiché mi sono trasferito in provincia di Viterbo, iniziando una seconda convivenza, per altri 3 anni circa. Nei tempi della mia giovinezza ho frequentato gli Scout che per me hanno rappresentato una scuola di Vita e di formazione fondamentale, trasmettendomi valori e principi, per me sempre preziosi...
Ho perso mio padre quando avevo solo 3 anni e mezzo e con le mie 2 sorelle (una più grande di 5 e un'altra più piccola di 1 anno), abbiamo certo risentito della carenza paterna. Mia madre ha cercato di sopperire al meglio alle nostre lacune familiari, ma certo la completezza e l'equilibrio di una famiglia è un'altra cosa... Mi sono laureato a 39 anni in Scienze dell’Educazione, un po' tardi, ma non troppo, perché ho dovuto "privilegiare" il lavoro, entrando quasi subito nel settore sociale, per giungere infatti a diventare, prima Educatore Professionale e subito dopo Pedagogista, lavorando con minori disagiati e famiglie con necessità di sostegno educativo e poi come formatore. Da settembre 2016 invece lavoro presso Roma Capitale come Istruttore URP e reti Web. Da 7 anni e mezzo ho una splendida compagna...
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Premettendo che secondo me, i bambini bisogna abituarli e stimolarli alla lettura già da subito, ad un adolescente, l'unico consiglio che darei è quello di leggere libri rispecchiando le proprie attitudini e carattere, cercando di farle esprimere al meglio, in base alle proprie idee e capacità. Un adolescente si trova in una fase di particolare sviluppo e criticità della propria vita, per cui ha bisogno di autostima e fiducia in se stesso, quindi la cosa più importante per una/un ragazza/o in formazione come lei/lui, può essere una serie di letture che gli fanno rispecchiare la propria personalità, cercando di stimolare allo stesso tempo, la positività della critica, oltre alla fantasia e all'avventura che sta percorrendo in questa sua vita. In questo senso, i romanzi credo siano davvero un'ottima lettura da proporre.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
L'eBook credo sia una risorsa positiva, permette di farti leggere tanti libri "portandoli" tutti insieme e rappresenta un fattore di modernità che ormai non si può negare.. È vero però che il profumo della carta stampata è tutt'altra cosa e allo stesso tempo, mi auguro non sparisca mai, ma è chiaro che il processo è avviato! Il libro cartaceo potrebbe essere incentivato con altri strumenti innovativi e "accattivanti", in maniera tale da renderlo sempre 'vivo"...
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Colpo di fulmine o amore ponderato? Io credo che si possa parlare sia di uno che dell'altro, a seconda delle persone. Avendo lavorato con i bambini e con gli adolescenti ho potuto vedere come sia possibile una certa versatilità delle capacità personali, laddove alcuni individui pensavano di non essere capaci di fare qualcosa e invece poi ci sono riusciti benissimo, con il giusto incoraggiamento! Allo stesso tempo, anche la scrittura, se è frutto di una scoperta improvvisa oppure è emersa nel corso del tempo, è comunque una cosa meravigliosa! Nel mio caso ho sempre "sentito" innata la mia propensione alle materie letterarie e con il tempo ho capito quanto mi piace scrivere...
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
“Il Fagottino giallo” in realtà, così come ho scritto nella mia presentazione, è nato grazie ad una bambina di nome Ilaria, che ho "frequentato" tanti anni fa e che ovviamente ormai è diventata una giovane donna. Questa bambina negli anni '90 mi ha ri-aperto gli occhi al mondo dell'infanzia (come dicevo prima, ho frequentato anche gli Scout) ma la vicinanza di questa bambina e l'affetto che ho provato per lei e per la sua mamma, mi ha risvegliato i sensi di un mondo che secondo me, dovrebbe essere vissuto nel modo migliore possibile, partendo proprio dagli occhi dei bambini... Soltanto loro possono offrirci la purezza dell'Amore e della bellezza in un mondo che ha bisogno di pace.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
In questo libro nel particolare, destinato ai bambini ma in realtà anche agli adulti, genitori e non solo, il messaggio che voglio inviare è quello di riuscire a riavvicinare il mondo dell'infanzia a quello dell'età adulta. Troppo spesso le fasi della vita distanziano le persone, non riuscendo più a comunicare tra di loro. I bambini sono il futuro, lo dicono tutti ed hanno bisogno di essere ascoltati. Allo stesso tempo, i genitori che scelgono di diventate tali, devono riuscire a rimettersi in gioco per saper ascoltare i propri figli, educandoli ed educandosi a sua volta, affinché la famiglia e la società stessa possa migliorare, ripartendo dalla propria interiorità e coscienza di Essere Umano...
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Come già accennato in una delle precedenti domande, ho sempre sentito la propensione, fin da "piccolo", per le materie letterarie. Agli inizi degli anni '90 poi il mio "boom"! Comincio a scrivere lettere ai giornali e nasce in me il forte desiderio di diventare giornalista, attività che in effetti inizio ad intraprendere in giornali locali, sperando di conquistare il tesserino di pubblicista! Purtroppo però il mio sogno non si è avverato, pur avendo scritto decine e decine di articoli di cronaca locale, ma la passione per la scrittura è rimasta intatta. Cosicché inizio a scrivere anche altro, poesie e piccoli racconti, partecipando a piccoli concorsi... "Il Fagottino giallo" è stato il vero e primo libro finito e pubblicato in eBook, oltre ad altri lavori però più scientifici e pedagogici, pubblicati su riviste specializzate. Da tempo sto preparando un altro libro che riguarda una mia esperienza di vita...
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
C'è stato un periodo in cui, a quella bambina cui ho dedicato questo libro, e che è stata la vera ispiratrice de "Il Fagottino giallo", leggevo le favole prima di addormentarsi... Credo che quell'esperienza di pseudo paternità o comunque di profonda Amicizia affettuosa, abbia contribuito tantissimo alla scrittura di questo lavoro, che poi nel tempo ho cercato di migliorare per poterlo ripresentare in una veste ancora più bella...
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No mai... "Il Fagottino giallo" è nato in maniera spontanea e quasi di getto, con i disegni realizzati tutti da me e che hanno risvegliato in me, una creatività divertente, che tutti, più o meno, dovremmo cercare di coltivare.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Il mio autore del passato è sicuramente Hermann Hesse. È stato lui che mi ha trasmesso il piacere di un certo senso di "spiritualità letteraria" e la profondità dell'Essere Umano. La ricerca della Vita nel senso più profondo del termine e della ricerca interiore. Ma anche Gabriel García Márquez e Antoine De Saint-Exupéry.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro credo sia un'ulteriore bella opportunità anche per la letteratura, può far amare i libri in maniera creativa e divertente, aiutando naturalmente chi è privo della vista, ma allo stesso modo, secondo me, anche accanto al libro sia cartaceo che eBook, utilizzandolo nei giochi e nelle drammatizzazioni, come strumenti utilissimi ai laboratori di Educazione Affettiva e altre attività pedagogiche similari.
 
 
 

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Sabato, 03 Agosto 2019 | di @BookSprint Edizioni

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