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02 Lug
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Intervista all'autore - Deborah Vasco

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata nel sud Italia e precisamente a Taranto. Vivo da diversi anni a Statte dove risiede anche la mia famiglia. Ho deciso di vivere in questa piccolissima cittadina perché ho trovato l'ispirazione giusta per scrivere quanto ho maturato in tutti i miei anni dedicati allo studio e allo sviluppo spirituale. Ho deciso di dedicarmi alla scrittura e alla traduzione di testi buddhisti tibetani perché voglio diffondere questo pensiero filosofico in Italia.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Durante la giornata non vi è un momento preciso in cui mi dedico alla scrittura poiché nasce spontanea quasi come una profonda esigenza di dover raccontare quanto maturato durante le mie profonde riflessioni.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
I miei autori preferiti sono spesso filosofi che hanno dedicato la loro vita alla scoperta della mente. Spesso leggo di psichiatria, psicologia, filosofia e a volte mi risultano molto interessanti le biografie storico-politiche. Tra i nomi più illustri cito Bachtin, Weiss, Satz, Freud, Jung, Hegel e altri.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera nasce dall'esigenza di voler mettere per iscritto le riflessioni e tutto quanto ho imparato fino ad ora. È un flusso in continuo cambiamento e sviluppo.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Il contesto sociale è il propulsore dal quale nasce la mia esigenza prima di evasione e poi di ritorno proprio come quel disegno circolare che accompagna qualsiasi tipo di racconto romanzato.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Dato che mi occupo di saggistica non potrei che definire questo tipo di scrittura una visione della realtà dalla quale mi distacco e cerco di darne una mia interpretazione.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In ciò che scrivo ci sono principalmente gli altri, tutti coloro che osservo, con i quali mi relaziono culturalmente e con i quali mi scambio esperienze di vita. Ci sono tutti i racconti della vita che ci appartengono nel bene e nel male.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sicuramente ci sono delle persone che hanno segnato profondamente la mia vita con la loro presenza costante ma come tutte le cose niente è permanente.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il romanzo non l'ho fatto leggere in modo completo ma spesso ho letto pezzi ad amici durante le nostre conversazioni solo come supporto a quanto stavamo raccontando in quel momento.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io sono a favore del libro cartaceo anche se mi rendo conto che la carta è una forma di distruzione della natura. Dovremmo utilizzare più carta riciclata ma al contempo l'era digitale non è assolutamente da sottovalutare e l'e-book è una sua realtà.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro è una formula interessante forse una vera alternativa alla musica. Personalmente mi sono avvalsa di queste formule per alcuni racconti di Virginia Woolf sulla quale ho scritto un saggio critico per la mia tesi magistrale.

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