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01 Giu
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Intervista all'autore - Tiziana Cavagna

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Mi chiamo Tiziana Cavagna, ho 51 anni. Sposata con Mauro, due figlie: Erica e Rachele. Faccio l'infermiera: una scelta di vita di cui sono orgogliosa e di cui non mi sono mai pentita. Il Trentino è la mia terra natale e la mia attuale dimora. Ho vissuto tre anni a Milano per apprendere la professione di infermiera e questa città mi è rimasta nel cuore. Da anni scrivo rime in occasione di matrimoni, compleanni, ricorrenze. Questo libro è nato per gioco. Elena, una mia collega, mi ha convinto a scrivere qualcosa di diverso dalle poesie. Mi sono accorta che mettere nero su bianco: pensieri, convinzioni, fantasie, era divertente e stimolante.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Le mie idee nascono nei risvegli notturni. Accendo la lampada è appunto un concetto, una parola, una frase. Sono pensieri fugaci che rischiano di sparire per sempre se non riesco ad immortalarli su un pezzo di carta. La mattina riprendo in mano i post- it, li elaboro o li cestino a seconda della valutazione sulla validità o sull'inutilità di quanto ho precedentemente scritto.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
La mia autrice preferita è Sveva Casati Modignani. Mi piacciono i libri che scrive e generalmente li leggo "alla velocità della luce". I suoi romanzi parlano di amore, tradimenti, passioni, delusioni, successi come succede esattamente nella vita reale. Testi scorrevoli, piacevoli, coinvolgenti che non deludono mai.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Il mio manoscritto nasce dal desiderio di riflettere, dalla volontà di capire le persone, superando il primo giudizio, la prima impressione. Senza preconcetti o atteggiamenti critici, giudicando me stessa prima degli altri. Credo che osservare, considerare, comprendere siano i mezzi per stimare in modo imparziale. Inoltre Facebook è una finestra sul mondo con aspetti positivi ed aspetti negativi da prendere in considerazione. Come tutte le finestre si possono aprire e si possono chiudere, si puoi lasciar filtrare la luce o si possono oscurare: a noi la scelta.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tantissimo. Credo che il contesto sociale in cui vivo ed ho vissuto mi abbia permesso di apprendere un progressivo bagaglio di competenze, di cultura, di morale. Questo libro pur riferendosi alla realtà di Facebook esprime concetti in cui espongo il mio credere. Inoltre è ambientato a Milano, una città in cui ho vissuto ed ho acquisito una formazione professionale e personale.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me, inguaribile idealista, mettere per iscritto i miei pensieri, mi aiuta ad evadere dalla realtà. Quando posso usare la fantasia ed entrare in un immaginario meraviglioso, tutto prende la forma che mi aggrada. La creatività permette di vedere con "occhi belli”, una realtà che non sempre lo sarebbe. Questo libro è un mix di realtà e finzione. Sarà la fantasia a vincere sulla realtà o la realtà ad avere la meglio sulla finzione?
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
La protagonista è Fabiana, ho cercato di mantenerla distinta e distaccata da Tiziana, ma in verità le due donne si assomigliano sotto molti punti di vista. Fabiana vive esperienze che Tiziana non ha sperimentato.
Il lettore deve seguire i racconti di Fabiana (Ana), che scorrono veloci come è la realtà di Facebook (tutto fluisce ed è subito un'altra storia: vera o finta che sia).
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutte le persone con cui sono venuta a contatto durante la mia vita sono state fondamentali. La condivisione di esperienze, la mentalità aperta, il rispetto dell'altro, la capacità di adattamento, sono i miei punti di forza e compaiono in tutto il romanzo. Voglio dare il giusto valore anche ai libri che amo leggere e che sono indispensabili nella mia giornata.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Mia madre ha letto il romanzo. Volevo il giudizio di una donna saggia, che sa guardare oltre... Lei mi ha detto: "questo libro ha una morale, lascia degli insegnamenti, quindi non preoccuparti di fallire; il vero fallimento è non provare!"
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
La tecnologia non si può fermare, ma l'ebook non significa decesso del cartaceo. L'ebook permette di leggere in modo comodo, economico. Si possono effettuare ricerche grazie ai dizionari che sono installati. Fa guadagnare spazio in casa, non è ingombrante. È possibile ingrandire le parole. Questo per elencare alcuni dei vantaggi di questa scelta. Ma il libro cartaceo si può toccare, odorare, collezionare, se cade non si rompe. Penso che le persone debbano scegliere il sistema di lettura a loro congeniale. Infondo l'importante è leggere...
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono favorevole all'audiolibro perché credo che ascoltare la lettura del testo con la giusta espressione, il tono, le pause, la punteggiatura sia un'esperienza da provare. La registrazione di un libro letta ad alta voce da uno o più attori permette di trasmettere e quindi cogliere molte sfumature. In molte occasioni è piacevole ed emozionante rilassarsi e ascoltare. Non è questione di pigrizia o negligenza, ma è un'opportunità.
 

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