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28 Mag
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Intervista all'autore - Bruno De Biasi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato in Calabria, a Sartano di Torano Castello, provincia di Cosenza, un paese prettamente agricolo, ove era considerato un privilegio dedicarsi agli studi. In questo senso, sono stato privilegiato. Ho frequentato la scuola media e il liceo classico in Calabria e gli studi universitari a Roma. All'età di venticinque anni, in quanto vincitore del concorso per Funzionario di cancelleria nel ministero della Giustizia, mi sono trasferito in Sardegna, ove poi ho svolto tutta la mia attività lavorativa, prima come cancelliere, poi come avvocato civilista e, infine, come magistrato. Attualmente, in pensione, risiedo ad Oristano.
Durante tutta l'attività lavorativa, ha sempre curato il mio amore per la poesia e per la pittura, conseguendo, in entrambi i campi, molti e significativi riconoscimenti.
Da quanto detto, si deduce che non vi è stato un momento particolare in cui ho deciso di scrivere, ma, dagli anni della scuola media in poi, l'ho sempre fatto nei momenti in cui ne ho sentito l'intimo bisogno di esprimere i miei sentimenti e il mio amore per i valori posti a base della mia esistenza: pace, fratellanza e vera giustizia.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Come ho già detto, non esiste un momento stabilito e programmato per scrivere, ma qualsiasi momento è buono se c'è la voglia è una sincera ispirazione.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore preferito, anzi i miei autori preferiti sono, nel campo della poesia, Leopardi e Foscolo, mentre, nel campo della prosa, Manzoni, Shakespeare e i saggisti Alberoni, Abbagnano e Vito Mancuso.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata dall'esigenza di esprimere i miei sentimenti sinceri e le mie ansie di giustizia e libertà.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Anche se non sempre esplicite e palesi, molte sono le influenze nella mia formazione letteraria dell'ambiente sia calabrese che sardo e, in verità, non so neppure io se sono più calabrese o più sardo. Di certo, mi è sempre piaciuto cogliere dall'uno e dall'altro ambiente tutti gli aspetti che meglio rispecchiavano e rispecchiano i miei ideali e i miei principi.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me, scrivere è un modo per mettere in risalto gli aspetti della realtà che, nella vita quotidiana, hanno coinvolto me, la mia esistenza o quella delle persone a me care.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In ciò che scrivo o che ho scritto sono presenti non solo aspetti autobiografici, ma anche aspetti della vita quotidiana che nulla hanno di autobiografico.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nella stesura della mia opera nessuna influenza hanno esercitato le persone a me care.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A nessuno.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io ho preferenza per il libro cartaceo, al quale mi affeziono come ad ogni oggetto che mi è caro. Però non posso escludere che, in futuro, l'ebook abbia sempre più successo.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro certamente troverà sempre più spazio in questa società che appare sempre più ansiosa e stressata e che trova in esso un aiuto per le sue letture.
 
 
 
 

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Martedì, 28 Maggio 2019 | di @BookSprint Edizioni

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