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21 Mag
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Intervista all'autore - J. S. Jandres

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono cittadino salvadoregno residente nella provincia di Milano. Scrivo da 20 anni, mai ho pensato di pubblicare, adesso lo faccio per la passione per la letteratura, non cerco niente altro.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Scrivere non deve essere una azione meccanica, nel mio caso, sono romanziere e poeta, sono due cose diverse; nella giornata raccolgo idee per i romanzi, poi, in momenti che io non cerco, arrivano le ispirazioni poetiche, al mattino presto, mentre guido, mentre sono nel pullman, mentre lavoro, ecc.
Non sono uno scrittore di officio, sono una persona che cammina, che lotta per sopravvivere, che fa incontri culturali con i miei paesani, una persona normale, che ama la lettura ed scrittura, scrivo quando arrivano le ispirazioni, in quell’istante, prendo la penna e descrivo in qualche pezzo di carta o sul tablet, dopo, quando sono a casa, organizzo i pezzi di ispirazione.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Tanti, chiedete uno, va bene, Roque Dalton, poeta salvadoregno assassinato dai suoi compagni di lotta il 10 maggio 1975, il mese, anno e contesto di guerra civile in cui sono nato e cresciuto.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La racconta di poesie è nata per la voglia di condividere pezzi della vita, storia, sogni, emozioni e utopie. Ogni poesia rappresentata è un racconto fatto di ispirazioni.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto, non sono strano all’ambiente sociale, il mio percorso di vita fu in grado di incidere nel mio pensiero, la formazione culturale, le idee che ho della vita, della società, del mondo, tutto si riflette nelle ispirazioni, la qualità della scrittura ha che vedere anche con il tipo di formazione sociale dello scrittore.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere non deve essere la porta per scappare dalla realtà, anzi, il mondo letterario è il riflesso della realtà.
Certamente ci dobbiamo domandare, cos'è la realtà ? La poetessa o il poeta, si impegna nelle sue ispirazioni ad approfondire la sua realtà soggettiva e pure, ad andare oltre, accarezzare la realtà oggettiva, non per contemplare, bensì, per aiutare a trasformare.
Appunto, la realtà sociale, culturale ed economica esiste per essere trasformata, in certo modo, la poetessa o il poeta, diventa, un lottatore sociale.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Nella scrittura, c’è sempre, qualcosa di noi, certamente si fa anche la descrizione della natura, dei ricordi, delle vicende o avvenimenti di ogni giorno, e magari, anche le lettrici e i lettori si sentono rappresentati nei testi, soprattutto quando si stampa la sensibilità umana, oppure, storie analoghe vissute in ogni minuto.
In ogni poesia c’è sempre una traccia della vita dello scrittore.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
L'amore è sempre un punto di partenza, all’interno della raccolta la lettrice e il lettore troveranno un mosaico di temi, senza dubbio, il partner occupa un posto speciale.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
La persona più affidabile, per le critiche, i consigli, per incoraggiare, è sempre il partner, poi, gli amici, nel mio caso, anche il Circolo Bohemio Letterario a cui appartengo a Milano.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Senza dubbi, ormai l'industria letteraria sta cambiando velocemente, il formato digitale sarà la carta del futuro, tutto si muove online.
Scrittori così come anche io, siamo appassionati alla stampa in carta tradizionale, però, sono consapevole che tutto viaggia sulla rete.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Audiolibro? Certo, un passo alla volta, leggere è sempre un piacere, assaporare le parole, tornare indietro con lo sguardo, entrare nella narrativa attraverso gli occhi; ascoltare è bello, però, significa smettere di leggere, entrambi i casi, aiutano alla immaginazione, secondo me, la strada verso il digitale è reale ed inevitabile, libri digitali, audiolibri, ecc. sono le frontiere del mondo della scrittura.
 

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Martedì, 21 Maggio 2019 | di @BookSprint Edizioni

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