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08 Mag
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Intervista all'autore - Alessandra Martelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere significa “accendere la miccia del pensiero”. Scrivere è esprimere ciò che si muove dentro di me e quindi tutte le emozioni vissute. Ecco che scrivendo questo movimento interiore acquisisce un suo spazio, un suo ritmo, a volte una sua armonia e, per conseguenza, un suo senso.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Moltissimo. In parte sono proprio le mie esperienze di vita vissuta. In parte sono le esperienze ascoltate mentre aspettavo un aereo, un pullman, un treno, l’attività dei figli. Anzi, la maggior parte sono l’elaborazione di ciò che ho ascoltato e ringrazio queste persone che, inconsapevolmente, hanno condiviso con me una parte della loro vita permettendomi di elaborare la mia.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Diventare protagonista della mia vita, dare risposte concrete ai sogni.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Semplicissima. Stavo condividendo con una amica l’idea di iniziare a scrivere un libro ed immediatamente mi è arrivata l’intuizione che ho prontamente accolto. Mai pensato ad alternative.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
“Sincronia di eventi” per ricordarmi che si può sempre scegliere!
A parte gli scherzi, come scrittore porterei Steiner perché le sue letture mi hanno permesso di migliorare la qualità della vita con un metodo a me congeniale.
 
6. Ebook o cartaceo?
Entrambi. L’ebook è smart e questo è bene: innesca il processo di pensiero. Del cartaceo non potrei farne a meno perché consente di ‘toccare con mano’ la carta, di sentirne l’odore e questo attiva tutti i sensi permettendo di andare in profondità.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
In realtà non ho deciso e non mi sento scrittore nel senso classico del termine. Mi sento una persona come tante che ad un certo punto della vita ha deciso di condividere i pensieri che hanno portato qualità alla sua esistenza. C’è stata come una necessità alla restituzione, alla gratitudine, un dover dire grazie a quelle persone che, inconsapevolmente, mi hanno permesso una elaborazione costruttiva delle loro esperienze e quindi una attenta e puntuale analisi (con successiva sintesi) di quelle "parti di me che si muovono nel mondo" che non erano ancora a coscienza.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho sempre amato leggere e scrivere e credo che la maggior parte delle persone pensi, almeno una volta nella vita, di scrivere un libro. Non c’è stata una scintilla, ma la necessità di condividere un percorso di rinascita nella speranza di diffondere a macchia d’olio l’idea di un risveglio interiore.
Come aneddoto: aspettavo fuori dalla palestra mia figlia e due mamme si stavano confrontando sull’accaduto della mattina con il marito; ero talmente coinvolta nell’ascolto che, invece di innervosirsi, mi hanno coinvolto nella loro discussione e chiesto consigli. Ovviamente il discorso è diventato argomento del libro.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una grande emozione. Orgoglio, stupore, felicità. La fierezza di una idea che si è concretizzata e l’incredulità di essere l’autore di quella effettività. Posso dire che è la metafora di un parto: un amore che prende vita, che nasce, con la conseguente fierezza, ma anche il torpore di esserne l’autore.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il padre dei miei figli, anche se lo ha fatto di nascosto mentre ero ad un congresso.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Molto utili perché possono essere ascoltati anche in quelli che vengono definiti ‘tempi morti’ come la guida, mentre si corre, nelle attese. Ascoltare libri evita la ‘ruminazione della mente’, soprattutto in quei momenti in cui lo stress potrebbe attivare emozioni negative, permettendo, invece, di attivare pensieri costruttivi.
 

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