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04 Mag
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Intervista all'autore - Clelia Garzia

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vengo da un paesino del Salento a 15km da Gallipoli, quindi sono cresciuta ed ho frequentato le scuole dell'obbligo ed il magistrale in provincia di Lecce! Ho scritto la mia prima poesia, sotto insistenza di mamma, come un compito in classe nell'occasione di un concorso regionale dal titolo "Dal disagio alla gioia di vivere" (a cui incredula ho raggiunto la 2°posizione).
Nel 1998 ho iniziato gli studi scientifici a Pavia e vivo in provincia di Reggio Emilia con mio marito Max e le mie figlie Bruna Pia ed Emanuela Maria.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Nell'arco della giornata non ho un vero e proprio momento che dedico alla poesia, in quanto la poesia non è programmabile... É un fiore che sboccia appena è il momento propizio, con le condizioni ideali e bisogna immortalarlo subito per non perdere l'emozione (a dire la verità, purtroppo mi è capitato di essere impossibilitata a fissare il momento e perdere i petali più belli).
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore contemporaneo preferito è Luciano De Crescenzo : "un uomo d'amore" e "sacerdote del dubbio" che con le sue mille e più sfumature mi ha conquistato con i suoi semplici/filosofici scritti rendendomi sempre più simpatizzante, come lui, alla filosofia dell'anima... nonostante la mia mente scientifica????
 
4. Perché è nata la sua opera?
Questo libro tanto desiderato è nato per  ringraziare in un modo speciale mia mamma (che sicuramente da lassù sarà fiera di me) e lasciare un dono unico alle persone che mi apprezzano:
Le mie opere sono nate dall'osservare intorno e dentro me, tutto parla ed emoziona... allora perché non immortalare/fermare l'attimo?
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Sicuramente il contesto sociale in cui uno vive influisce molto in quanto silenziosamente plasma... la positività per me è alla base della vita perché aiuta a superare ogni tipo di ostacolo; poi,
come lo si evince da molte mie opere, anche la fede accompagnata dal sentimento.
Io mi considero molto fortunata ed amata nella mia vita nonostante le difficoltà che ho incontrato e/o mi hanno procurato e procurano le  persone invidiose del perenne mio sorriso.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambi????
Per me scrivere è dedicarmi del tempo lasciando libera la mia mente... Posso volare lontano dalla realtà oppure soffermarmi a descriverla nelle sue infinite sfaccettature.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto: in ciò che ho scritto ci sono io con le mie emozioni e sentimenti... Sono poche le poesie dove c'è l'animo di qualcun'altro.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Rivelante per la realizzazione di questa raccolta è stata "mamma": il pensiero di mia mamma (che adorava le poesie e ho preso come esempio sin da piccola) e  la mamma orgogliosa che sono ora.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Beh, tutto ciò che ho scritto l'ho fatto leggere naturalmente a mia mamma (quando era ancora in vita) e poi a mio marito ed ultimamente anche ad un amico prof. conosciuto virtualmente in un gruppo di poesie.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Probabilmente sì, perché è comodo avere sempre ed ovunque a portata di cellulare/tablet/pc tutto... ma sinceramente io preferisco sfogliare/toccare il caro e vecchio libro coi suoi profumi di carta ed inchiostro! (Ne ho sempre uno con me: libro tascabile e /o in miniatura)
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro è un'innovazione fantastica per chi non può o sa leggere (es. non vedenti e bambini) e per chi vuole ascoltare un buon libro mentre magari fa qualcos'altro o ha le braccia e mani occupate dai propri pargoli ????
 

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