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20 Mar
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Intervista all'autore - Domenico Turtoro

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me significa fare luce su tutto ciò che la mia mente non riesce a comprendere. È un modo per fare chiarezza dentro di me e mettere allo scoperto i sentimenti che più mi coinvolgono. Sono le emozioni che emergono a indirizzare le mie azioni in una direzione piuttosto che in un'altra.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
A prima vista niente, ma inoltrandomi nella stesura del libro mi accorgo di dare ai personaggi qualcosa di mio, come parte del carattere o dell'andatura se non addirittura un difetto fisico. Cito spesso episodi della mia vita reale trasferendoli appositamente alterati al personaggio di turno, arrivando a scoprire, con sorpresa, quanti punti in comune ci siano tra la fantasia e la realtà.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Ha significato mettere in risalto alcuni pregi e alcuni difetti del mio carattere, senza per questo modificarlo. Inoltre scrivere è come aprire una valvola di sfogo dalla quale fuoriescono le cose di cui si sente il bisogno di liberarsene.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non ho avuto alcuna difficoltà nel dare il titolo all'opera, visto che l'intera trama tratta di sogni e illusioni. Ho avuto piuttosto la tentazione di modificare il titolo perché, rileggendo l'opera, ho notato che c'è qualcosa di thriller e molta fantasia.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Nino Salvaneschi, uno scrittore di sentimenti che rappresenta benissimo nelle opere "Saper amare - Saper credere - Saper soffrire" edite dall'editore dall'Oglio di Milano. Il perché è facile intuirlo: le belle parole hanno un effetto rilassante, in particolar modo sullo spirito.
 
6. Ebook o cartaceo?
Ancora cartaceo. Ho una discreta biblioteca che quando si arricchisce di qualche volume mi fa felice. L'ebook sarà senza dubbio la biblioteca del futuro, quella della prossima generazione, che il titolare se la porterà appresso ovunque: sul treno, sulla spiaggia, in vacanza......
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
La mia non è una carriera. Quella l'ho già fatta: prima in un'Amministrazione comunale e dopo come dipendente di Poste Italiane. Scrivo per tenere alta la mia attenzione sui problemi di oggi che sono tanti e rischiano di degenerare a discapito di tutti. Scrivo anche per me stesso, per tenere la mente allenata ed evitare che i ricordi di una vita svaniscano come nebbia al sole.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Io scrivo molto di fantasia e da nonno raccontavo ai miei due nipoti storie fantastiche. Gloria, la più piccola, si è talmente immedesimata nei miei racconti che ha portato l'impegno scolastico al massimo, con lo scopo di scrivere anche lei... un giorno. Elia, il nipote più grande, dopo il conseguimento del diploma, ha intrapreso un'altra carriera e, per rimanere nel campo della fantasia, ha scelto di fare il mago. Ora è lui che mi racconta le storie, ma con i giochi di magia e i ruoli si sono invertiti. A rimanere a bocca aperta ora sono io.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È sicuramente una soddisfazione che si è realizzata, ma ancora senza successo. Spero in un cambio di rotta per il futuro, per non smettere di scrivere. Il carburante, per chi ha la penna in mano, oggi è rappresentato non dico da elogi, ma incoraggiamenti. Nel mio caso, si vede che la benzina o è agli sgoccioli, oppure costa cara.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia moglie che, non amando i libri di fantasia non m'incoraggia più di tanto, dando per scontato che quanto scrivo è bene accetto ai miei potenziali lettori. Tuttavia, grazie ai suoi trent’anni e passa di esperienza come maestra, ha saputo bene interpretare i miei pensieri, contribuendo, alla realizzazione dell’opera.

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Dico che è una cosa che agevola molto chi ha problemi alla vista e che potrebbe riunire i membri della famiglia ad ascoltare il romanzo come si faceva una volta con le fiabe. Naturalmente se ci sono le condizioni climatiche giuste per farlo, tipo una serata di freddo, vento, pioggia e....
 
 
 

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Mercoledì, 20 Marzo 2019 | di @BookSprint Edizioni

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