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09 Mar
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Intervista all'autore - Luca Cicolani

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Considero lo scrivere come un mezzo importantissimo per evadere da una quotidianità troppo spesso opprimente e potersi così ritagliare uno spazio, una sorta di mondo parallelo, dove poter lasciar liberi di scorrazzare ogni sogno, pensiero più nascosto, così come ogni nostra paura, "denudandosi" senza aver timore di essere giudicati.
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
È l'ingrediente principale. Ho messo per iscritto ogni pensiero tratto dalle esperienze vissute in questo mio, giovane e acerbo, percorso, sperando possano essere di "aiuto" o ispirazione per qualcuno che sceglierà di leggermi.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
È stata un modo per potermi auto-analizzare, dove ho potuto confrontarmi con aspetti del mio carattere che non conoscevo, o avevo timore di affrontare, prendendone così coscienza e poter lavorare su di essi.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Ho valutato varie ipotesi ma, alla fine, tirando le somme, ho ritenuto fosse il titolo più adatto anche, e soprattutto, per come è "suddiviso" il libro.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Porterei senza alcun dubbio "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello poiché in grado di far comprendere come all'interno di ognuno di noi vi sia un ventaglio di personalità spesso celate bene da una maschera camaleontica che si adatta ad ogni situazione che ci tocca personalmente oppure è semplicemente intorno a noi.
 
6. Ebook o cartaceo?
Vivo in un'epoca dove la tecnologia va per la maggiore, perciò non ho nulla in contrario all'Ebook, seppur ritengo che il cartaceo abbia insito un fascino inarrivabile.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
L'ho intrapresa perché avevo voglia di parlare. Troppo spesso infatti mi sono, o sono stato, zittito. Dunque ho iniziato a raccogliere ogni pensiero che sgorgava dal cervello rendendoli colori con cui poter dipingere la mia personale tela: fosse questa un foglio di carta o una pagina di Word.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Aneddoti non ce ne sono, era da qualche tempo un sogno che avevo rinchiuso in un cassetto con la speranza prima o poi di poterlo portare alla luce.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una forte emozione, un motivo d'orgoglio non indifferente. Una parte di te stacca il cordone ombelicale per cominciare un percorso nuovo, dal finale incerto, ma che nel mentre riesce a farti vivere emozioni indescrivibili.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
I miei genitori.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo che la lettura di un libro sia un viaggio da intraprendere in massima autonomia, entrando personalmente nel libro, immaginando una voce narrante che più secondo noi potrebbe sposarsi allo sviluppo narrativo o semplicemente ai nostri gusti, così da far trascorrere anche in modo qualitativamente migliore la lettura. Una voce "preconfezionata", a meno che so, di grandi firme del doppiaggio, seppur il mio scetticismo resterebbe comunque, mi dà l'idea di una, seppur bonaria ci mancherebbe, "imposizione".
 
 

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