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23 Feb
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Intervista all'autore - Valentina Lucchese

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata a Napoli in una modesta famiglia, con mamma casalinga e papà operaio. Cresciuta in un ambiente semplice dai sani valori, con una sorella maggiore ed un fratello minore. Fin da piccola ho sviluppato un legame viscerale con la mia città grazie all'amore che per essa hanno i miei genitori in particolare il mio papà.
Ho sempre avuto una predisposizione alla scrittura data la mia indole chiusa. Infatti attraverso l'espressione non verbale riesco a comunicare, trasmettere ciò che sento senza alcuna restrizione. Ma non ho mai, durante la mia vita, pensato di diventare scrittrice.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Scrivo quando avverto il bisogno di farlo, quando ho da comunicare qualcosa, quando devo tirare fuori un'emozione, un malessere, uno stato d'animo, un disappunto; insomma non c’è un momento particolare della giornata in cui scrivo... ogni momento può essere quello giusto!
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Amo i poeti, Neruda e Merini i miei preferiti.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata quasi dal nulla. Avevo diverse poesie scritte nel corso degli anni, ma erano lì senza alcuna pretesa. Poi ad ottobre del 2017 un'amicizia nata per caso e divenuta inaspettatamente profonda, vera e speciale mi ha trasformata, ha tirato fuori ciò che sono sempre stata ma che tenevo rigorosamente nascosto! Ho iniziato a scrivere poesie sull'amicizia, sulla fiducia e poi altre tirando fuori il mio sentire. È poi nata, in occasione di una manifestazione a scuola, l'idea di associare le poesie ai disegni della prof. Antonella De Santis, la musa ispiratrice di alcune delle poesie. Ed è così nata la raccolta "Parole a Colori".
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Più che il contesto sociale, ha influito sulla mia formazione letteraria, la mia indole, il mio modo di essere e le mie letture.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un mix delle due cose. Quando scrivo evado dalla realtà anche se racconto la realtà. È un modo per estraniarmi, per riflettere, per mettere su carta i miei pensieri, per comprendere meglio me stessa, per analizzarmi.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In ciò che ho scritto c’è tutto di me.
Anche se alcune poesie possono essere frutto della mia fantasia sono comunque espressione di ciò che sono e che porto dentro.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sicuramente.... è nato tutto dall'amicizia con la prof. Antonella De Santis. Se non ci fosse stato questo incontro non credo che ci sarebbe mai stata l'idea del libro.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Essendo una raccolta di poesie, sono state lette di volta in volta da più persone. I primi sono stati Antonella, mio marito, mia figlia e un'altra persona a cui sono legata per motivi personali.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Direi di sì anche se il fascino del cartaceo non tramonterà mai!
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono un po' scettica al riguardo poiché sono al riguardo un po' tradizionalista, nel senso che leggere un libro significa ascoltare se stessi senza pronunciare alcuna parola, ma ascoltandosi dall'interno.
 
 
 
 
 

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Sabato, 23 Febbraio 2019 | di @BookSprint Edizioni

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