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BookSprint Edizioni Blog

18 Dic
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Intervista all'autore - Federico Serena

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Piacenza, dove ho studiato (a parte il periodo universitario, tra Parma e Pavia). Ho vissuto tra questa piccola, poco conosciuta ma bellissima città e l'azienda agricola a Calendasco dove ora vivo per la maggior parte del tempo, e che ho condotto per qualche anno. Ricordo quel periodo come il più bello della mia vita (forse sarà perché ero giovane?), prima di essere assunto dalla Banca locale, dove ho lavorato fino alla pensione (e così si capisce l'età!) Sposato con una figlia, ora sono anche nonno (e così si capisce ancora di più la mia età!)
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Domanda piuttosto difficile: ogni singola persona ha gusti propri che raramente coincidono. Posso solo ricordare che il primo libro che ho letto (non imposto dalla scuola) è stato "Guerra e pace" che ho divorato in pochi giorni e che ho amato moltissimo. Dopo ho amato un altro libro, completamente diverso, sia per stile, per argomento e per lunghezza: "Cyrano di Bergerac". Ma, sinceramente, mi trovo in difficoltà a consigliare un qualsiasi libro (o romanzo) ad un adolescente di oggi, non conoscendolo personalmente.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Temo che passare dal cartaceo all'e-book sia un impoverimento (forse perché - anche per la mia età - io amo il contatto anche fisico con la "carta": il tatto, il rumore del foglio quando si cambia pagina, il profumo...) capisco comunque la comodità di poter portare con sé tanti libri in poco peso e poco spazio. Non è detto che, col tempo, non mi possa "convertire" anch'io a questa tecnologia.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Ho sempre amato scrivere, fin dai tempi delle elementari, poi alle medie e al liceo. Anzi, a volte mi è più facile esprimermi scrivendo che non parlando. Non parlerei né di "colpo di fulmine" né di "amore ponderato", ma di "istinto". Istinto, naturalmente che va coltivato in tanti modi: studio, lettura, ascolto... e tante passione e pazienza.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Circa 20 anni fa avevo pubblicato "L'altare e la polvere" per i tipi de "La Pilotta" di Parma. Si trattava di un testo di storia sull'Ordine dei Templari. Il mio libraio di Piacenza, Romano Gobbi, allora mi suggerì di scrivere un racconto in cui inserire il discorso storico per renderlo più accattivante e meno didattico in una frase: "cercare di insegnare divertendo". Così è nato (dopo lunga gestazione) "L'ombra del Templare". Ma il discorso non mi sembrava completo, quindi si è accodato "L'orma del Templare". Non esistendo (chissà come mai?) una "bilogia", con "Il sangue del Templare" di conclude la trilogia dedicata allo sconosciuto Maestro templare Pierre Roger de Salon, al direttore del museo Lorenzo de Angeli con Rossana, la sua compagna, e al maggiore dei Carabinieri Francesco Nandino.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Non semplicemente un insegnamento di storia (L'ombra del Templare) o di simbologia (L'orma del Templare). Con questo libro desidererei far passare un paio di concetti. Primo: l'Italia non è una "nazione povera di materie prime", ma è la nazione con la materia prima più rara e importante del mondo, e che come tale dovrebbe essere considerata e valorizzata: l'Arte, la Cultura, la Storia, la Bellezza; in una parola: la Civiltà. Secondo: certi valori, ben presenti presso i nostri padri e i nostri nonni, sono alla base del vivere civile e non devono essere né dimenticati né tantomeno disprezzati. Forse due frasi potrebbero sintetizzare il tutto: "La Bellezza salverà il mondo" e "La Terra non l'abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri, ma in custodia dai nostri figli" con l'impegno a consegnare loro un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Purtroppo mi sembra che la strada che l'umanità ha intrapreso negli ultimi decenni conduca altrove.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Come ho già avuto modo di spiegare poco sopra, mi è sempre piaciuto e ho trovato naturale scrivere e, con lo studio e l'esercizio, credo di essere riuscito a migliorare la mia capacità istintiva.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
A parte l'idea del sig. Gobbi, di cui dicevo prima, il mio interesse per i Templari è nato quasi per caso. Ora vi racconto. Un giorno avevo accompagnato mia moglie ad un mercatino dell'antiquariato a Piacenza. stavo guardando degli oggetti su una bancarella, quando sento un ragazzo che stava per acquistare una stampa che rappresentava un Cavaliere di Malta. Quel ragazzo diceva: "Sto per organizzare una mostra sui Templari a Piacenza e questa potrebbe essermi utile" non l'avevo mai fatto prima, né l'ho più fatto poi, mi sono intromesso nel loro discorso, dicendo che, assieme ad altri, stavo raccogliendo dati per pubblicare la storia del mio paese e, siccome a Calendasco c'era una mansione templare, avrei potuto fornire la documentazione che avevamo già. La cosa parve interessargli e ci scambiammo i numeri di telefono.
A distanza di qualche mese (ormai non ci pensavo più) mi telefona per dirmi che lui e gli altri suoi collaboratori si sarebbero incontrati dopo qualche giorno e mi invitava a partecipare alla riunione. Raccolsi tutta la mia documentazione per passargliela, ma alla riunione nessuno me la chiese. Pensai che probabilmente l'avevano già. Si erano invece semplicemente dimenticati di dirmi che avevano stabilito che io avrei dovuto essere il responsabile della guida della mostra, quindi mi avrebbero passato la documentazione in loro mano. Per farla breve, in 15 giorni, lavorando di notte, riuscii a mettere in piedi una guida, che fu stampata la mattina stessa dell'inaugurazione della mostra. Infatti in quella guida ci sono molte imprecisioni (e di questo ancora me ne scuso). Fu però quella l'occasione che mi spinse ad approfondire un discorso che mi ha sempre più appassionato. anche senza nulla concedere alla fantasia e alla leggenda, la storia dei Templari è effettivamente interessante. Da lì la mostra, i due convegno internazionali a Chiaravalle della Colomba, L'altare e la polvere... fino a "Il sangue del Templare".
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, anzi. Man mano che scrivevo, la storia procedeva quasi "per vita propria".
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Domanda ancora più difficile delle precedenti: sono tantissimi, sia del passato che attuali. Se proprio devo indicarne uno, direi Edmond Rostand col suo Cyrano.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Confesso la mia ignoranza sull'argomento. Penso possa essere utile per i non vedenti. Però temo che potrebbe spingere a pigrizia i vedenti.
 
 
 

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Martedì, 18 Dicembre 2018 | di @BookSprint Edizioni

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