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BookSprint Edizioni Blog

18 Dic
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Intervista all'autore - Sara Castelli

1.  Che cosa è per lei scrivere, quali emozioni prova?
Le origini di questa mia passione riconducono alle mie giornate, sulla spiaggia del Tirreno dove per ingannare il tempo  sotto al sole  sceglievo le pietre lisce e piatte idonee per scrivere sulle stesse pensieri e lanciarle in mare come fossero messaggi subliminali in bottiglie. Poi durante il periodo delle scuole medie era normale annotare speranze e delusioni sul mio diario di cui qualche azione l’ho riportata nel mio libro. L’emozione primaria che provo scrivendo è una sorta di autoterapia, mentre scrivo libero endorfine per il benessere generale. Nel caso de “La zingara e la clessidra“ è evidente che vi è un bisogno di uscire dal silenzio per non dover incorrere nella follia.

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo libro corrisponde ogni evento in maniera reale.

3. Ci  parla del suo libro la zingara e la clessidra?  
Questo libro contiene un grido, la testimonianza di  un essere vivente privato delle radici familiari. La protagonista nasce  da  una coppia irregolare in Sicilia a metà degli anni '50  quando era ancora forte il maschilismo, e il pregiudizio condannava  chiunque trasgrediva  le regole non scritte  di quella società. “ il frutto della  trasgressione” è una bambina  che insieme ai tratti somatici, eredita il vuoto, l’assenza, la discriminazione.  In quello stato di orfanitudine,  mai accettato,  deciderà di  rompere il silenzio e lo farà scrivendo.   

4. Chi è la donna dai capelli rossi?
Lei è il personaggio chiave  dell’intera storia. Rimasta  incinta, il padre non accetta lo scandalo e la rinnega cacciandola di casa e  di lei non si avrà  notizie per moltissimo tempo.

5. Come nasce la scelta del titolo?    
È stato semplice, elementare direi! Zingara è il termine diffamante che i  conterranei della protagonista usano  per parlare di lei.  Sono loro ad avermelo ispirato! Ovviamente la protagonista di questo libro non  è la zingara che vive in roulotte, non veste di stracci e non sa leggere la mano. Ma i conterranei di quell’ambiente hanno un concetto poco edificante anche di se stessi. Ignorano, che un  viaggio in sé, è  arricchente, terapeutico per il corpo e la mente. Nel caso  della zingara è  addirittura nobilitante- è il camminamento dello spirito – è la ricerca di conoscenza  che anela alla pace interiore.     

6. La zingara  fa binomio con  la clessidra, perché?
La  clessidra  della zingara ha due funzioni…  uno è il concetto del tempo che dovrebbe guarire dall’ingiustizia ma al contempo rappresenta una lanterna che  illumina  speranze e delusioni.  I granuli  in essa racchiusi simboleggiano  gli eventi traumatici  del passato che hanno ostacolato l’evoluzione del  suo ceppo genetico.    Lo scandire  del tempo che attraversa i granuli (gli eventi)  * metterà in luce  identiche tracce arcaiche  delle  generazioni precedenti  confermando i timori della protagonista.


7. In questo libro lei parla  del rispetto della legge  universale, ci può spiegare meglio.
Non possiamo ignorare  che  la vita di ogni individuo ingloba in sé  l’aspetto  spirituale.  Credo  che la persona che ha svolto bene  la missione terrena  accumula risorse, un  generoso patrimonio per godere una buona vita. Quando questi premi sono in eccedenza  trasferiscono in automatico a beneficio della  generazione successiva di quella discendenza. Le cose  stanno  diversamente quando si è indifferente al rispetto della legge  umana,  e  si  omette nello specifico   l’attenzione per  educare un figlio alla vita… allora il carico debitorio  sarà ingente e ci vorrà una bonifica straordinaria per estinguere  i debiti e  convertirsi al bene  di tutte le cose.

8. A chi  si rivolge  il libro?

Si rivolge ai giovani, alle persone mature e ai genitori. Questo testo accende l’attenzione sulle dinamiche familiari complesse, borderline. L’esperienza  della protagonista ci fa riflettere:  dice, che  in quel tempio inespugnabile chiamato famiglia, ogni gesto è un'offesa   e  le urla fanno da padrone ogni giorno.
Si banalizza, dicendo che si tratta di  brutto carattere, ma così non è! La  violenza tra le mura domestiche,  è molto insidiosa. I genitori devono  superare la discriminazione e intervenire quando rilevano comportamenti anomali. L’adulto conflittuale  che non accetta il suggerimento di andare in terapia  non è la vittima, ma il carnefice.  Bisogna uscire dall’isolamento,  chiedere aiuto agli specialisti, sono loro che possono  orientare verso le terapie di sostegno per  trovare una via per uscire dalla cecità di se stessi!

9. In un’ipotetica isola deserta quale libro vorrebbe con sé, di quale autore?
 Direi che dipende dal mezzo che mi trasporta sull’isola, se vi atterro con un deltaplano ne porto almeno cento e non mancherà certo la mia preferita Isabelle Allende.

10. Ebook o cartaceo?
 Anche se mi rendo conto della grande diffusione dell’ebook personalmente preferisco il cartaceo.

11. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Idealmente da sempre. Avevo trent’anni quando andai a lavorare in una televisione privata ed ero addetta alla ricerca delle notizie provenienti da tutti i commissariati di polizia e degli ospedali. Notizie che dovevano solo essere appunti di prognosi e nominativi diventavano intere pagine che poi il direttore andava a revisionare.

12. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconta un aneddoto?
Lavoravo in uno studio di medicina olistica al centro di Roma. La moglie del responsabile era una francese che lodava continuamente  il mio modo di  interloquire con i relatori che presentavano da noi corsi inerenti la naturopatia. Durante uno di quei break in cui si trovava anche modo di conoscersi un po’ lei mi disse: “ Hai una vita ricca e interessante perché non scrivi un libro?”
Risposi che avevo degli appunti e lei si mostrò curiosa di volerli leggere. Concluse dicendomi: “Tu scrivi molto meglio di come parli!”

13. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro  diventare un libro?
Avevo sempre pensato di non farcela. Prima di tutto perché non ho mai avuto i fondi necessari e inoltre nessuno su cui fare affidamento. Poi ho iniziato a credere nel miracolo che qualche editore fosse più onesto di altri, certa che trovasse per me un modo per propormi delle condizioni meno esose. Gioia e sollievo ho provato conoscendo l’editore Vito Pacelli il quale con grande professionalità e altruismo è venuto incontro alle mie esigenze.
 
14. Chi è stata la prima persona che ha letto il suolibro?
 Una mia amica che insegna in un istituto superiore mi presentò il preside di un liceo di Ragusa, persona di grande spicco e anch’egli scrittore, il quale nonostante gli avessi inviato un semplice canovaccio del testo mi fece i complimenti dicendomi che aveva trovato una similitudine con il pensiero di sant’Agostino quando dice che “la nuda verità rende gli uomini forti”. Restai ancora più inorgoglita allorché aggiunse che in ogni disamina riguardante il susseguirsi degli eventi della protagonista vi erano forti analogie con  il pensiero di Carl Gustav Jung.
 
15. Cosa ne pensa della frontiera rappresentata nell’audiolibro?
 Penso che l’audiolibro sia destinato a trovare sempre di più un bacino di utenza fertile. Tra l’altro nel mio “La zingara e la clessidra” parlo del potenziale altissimo degli ipovedenti in particolare. Penso altresì a coloro che per motivi di lavoro viaggiano ogni giorno e attraverso un piccolo oggetto come un telefonino hanno a disposizione una immensa biblioteca da cui attingere.
 
 

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Lunedì, 11 Febbraio 2019 | di @BookSprint Edizioni

2 COMMENTI

  • Link al commento Agata Bonanno inviato da Agata Bonanno

    Desidero esprimere sinceri complimenti all'Autrice Sara Castelli per la delicatezza dei temi trattati nel suo libro, arricchiti dalla bellezza dei luoghi descritti.
    Agata Bonanno

    Venerdì, 05 Aprile 2019 20:10
  • Link al commento Emanuela inviato da Emanuela

    Anche se il libro racconta di violenza e solitudine, emana un senso di libertà e fiducia.
    La zingara, protagonista del "camminamento" è un libro che mi è molto piaciuto e mi ha coinvolto portandomi tra le bellezze naturali delle isole Eolie.

    Mercoledì, 20 Febbraio 2019 16:03

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